Prima tappa transfrontaliera per lo spettacolo “Canti dalla casa dei viventi”, prodotto dalla Storica Società Operaia di Pordenone, che oggi alle 20.30 sarà presentato nel borgo medievale di Vipavski Križ in Slovenia, nell’incantevole Valle del Vipava (Vipacco) nell’ambito del festival “Estate a Vipavski Križ” (Poletje v Vipavskem Križu). Sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Bando GO!2025, assieme a Itas Assicurazioni, il progetto “Canti dalla Frontiera. Ogni pietra una voce, ogni voce una storia”, di cui lo spettacolo fa parte, conta infatti su una forte partnership culturale italo-slovena, che vede in scena, grazie alla direzione artistica e musicale di Eddi De Nadai, un cast misto di voci e musicisti provenienti da entrambi i Paesi, a simboleggiare proprio l’unione tra queste terre di confine, che con la Capitale Europea della Cultura Nova Gorica-Gorizia 2025 vivranno un pieno momento di condivisione culturale.

Gaja Filač

 Matej Zemljič

Cecilia Bernini

L’opera-melologo creata su testo di Angelo Floramo e musica originale di Carlo Galante, sarà presentata in Slovenia nella versione tradotta da David Bandelj e affidata alla voce recitante di due giovani attori ben noti al pubblico d’oltreconfine, Gaja Filač e Matej Zemljič, tra i più amati protagonisti di una serie televisiva di grande successo (Skrito v raju / Nascosto in Paradiso), ma anche in scena in diverse produzioni del Teatro Nazionale Sloveno SNG di Lubiana e Nova Gorica. Anche tra le file della GO!Borderless Orchestra, l’ensemble strumentale che assieme al mezzosoprano Cecilia Bernini completa il cast dello spettacolo, siedono tre musiciste slovene, ovvero la sezione degli archi formata da Mojca Batič violino, Barbara Grahor Vovk viola, Vida Furlan violoncello, accanto a Gabriele Bressan oboe/corno inglese, Davide Teodoro clarinetto/clarinetto basso, Ludovica Borsatti fisarmonica. Una collaborazione a tutto campo che è stata sviluppata grazie alla partnership progettuale con l’Associazione musicale slovena Glasbeno društvo Nova di Nova Gorica, che organizza anche il festival estivo nella suggestiva location intorno al Castello di Vipavski Križ.
Sarà in questo magico luogo a cavallo della frontiera che prenderanno voce le storie di chi ha eletto a sua eterna dimora il piccolo cimitero ebraico di Valdirose (Rožna Dolina), ovvero la “Bet ha-ḥayyim” (Casa della vita o Casa dei viventi) oppure “Bet ‘olamim”, (Casa dell’eternità), come la lingua ebraica definisce questi luoghi. Da qui dieci lapidi narreranno in scena, e in musica, la vita e il destino dei personaggi di cui sono emblema e testimonianza, in questa minuscola porzione della Mitteleuropa i cui confini non sono stati mai del tutto impermeabili. Un luogo-simbolo che abbraccia e interseca vita e morte, geografie ed erranze, malinconie e risate, dove si è sedimentata l’identità plurale di un’Europa complessa, ferita e devastata, ma anche meraviglioso esempio di bellezza e di ricchezza culturale che ancora oggi tenta di parlarci, di farci comprendere che tutti i confini sono fatti per essere sconfitti. Perfino quello che apparentemente divide i vivi dai morti.

Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram della SOMSI Pordenone,
inoltre sul sito del turismo della Valle del Vipava: https://www.vipavskadolina.si/it/splosno/poletje-v-vipavskem-krizu

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In copertina e qui sopra il maestro Eddi De Nadai con la formazione orchestrale.

(Foto Daniele Indrigo e Giulia Virgara)

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