Anche quest’anno Confcooperative Pordenone è a fianco di Pordenonelegge.it, la festa del libro con gli autori tra i più importanti appuntamenti letterari d’Italia e non solo: per la ventesima edizione del festival, in programma dal 18 al 22 settembre, l’Unione dei cooperatori del Friuli occidentale sosterrà tre importanti incontri per riflettere e confrontarsi attorno al mondo della cooperazione e alle opportunità di sviluppo sociale ed economico che esso può fornire alla società. Non solo: quest’anno Confcooperative Pordenone ha anche aderito allo speciale progetto delle lettere che formano la parola Pordenonelegge, le quali, riprodotte in grandi dimensioni, sono state sparse lungo le vie e piazze della città.
“Un modo – ha commentato Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone – per essere ancora di più dentro alle dinamiche del festival: abbiamo scelto la lettera O, centrale per ben due volte nella parola coop, a testimonianza di quanto crediamo nell’importanza della nostra presenza a Pordenonelegge, vera e propria “fucina” di idee. Ci confronteremo sulle cooperative di comunità, allo stesso tempo antico quanto moderno strumento di sviluppo locale, con il professor Pier Angelo Mori e il ricercatore Jacopo Sforzi, sul futuro dell’Africa con l’analista Giuseppe Daconto e infine, con il professor Zamagni, analizzeremo la storia del movimento cooperativo. Tre incontri a ingresso libero ai quali, insieme alla Fondazione Pordenonelegge, aspettiamo tutte le persone interessate”.

Mercoledì 18 settembre, primo giorno di festival, alle 15.30 negli spazi dell’ex Tipografia Savio, magnifico esempio di recupero di un ambiente d’archeologia industriale, si partirà con “Dal Senegal all’Italia: pensieri sostenibili per un futuro migliore”. Presente Giuseppe Daconto (responsabile dell’Area analisi economica e sviluppo di Fondosviluppo di Confcooperative nazionale), autore del libro “Pensieri sostenibili ai piedi di un baobab” (edizioni La Meridiana) il quale, dialogando con il giornalista Davide Francescutti, racconterà il suo viaggio in terra d’Africa e le possibili vie per uno sviluppo sociale ed economico rispettoso della realtà locale di questo grande continente.
Viaggiare è guardare al mondo con nuove lenti. Un viaggio a Dakar, che è diventato permanenza e incontri. A partire dalle impressioni vissute da Giuseppe Daconto, una riflessione sul dialogo tra noi e i “mondi lontani”: quali temi, economici e sociali, di oggi sono dirimenti? Come guardare allo sviluppo diversamente? Più sostenibile, secondo la logica dell’Agenda 2030, e quindi generativo e cooperativo? L’Africa, continente dinamico e bacino di risorse per il nostro futuro, ha molto da insegnare.

Giovedì 19 settembre, alle 20.30 nella Sala Convegni del Palazzo della Camera di Commercio si terrà invece l’incontro “Imprese di comunità. Innovazione istituzionale, partecipazione e sviluppo locale”. Saranno presenti gli autori del libro “Imprese di comunità” (edito da Il Mulino) Pier Angelo Mori e Jacopo Sforzi. Dialogando con il sociologo Paolo Tomasin, permetteranno di conoscere potenzialità di questa forma d’impresa, a partire proprio dalla cooperativa, che si mette a completo servizio della comunità in cui è inserita. Pier Angelo Mori è professore ordinario di Economia politica nell’Università di Firenze mentre Jacopo Sforzi, PhD in Sociologia economica all’Università di Brescia, è ricercatore all’Euricse (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises) di Trento.
Alternativa sia all’impresa capitalistica che alla pubblica amministrazione, l’impresa di comunità poggia su due pilastri: la partecipazione della società civile alla produzione e alla gestione di beni e servizi; il perseguimento dell’interesse generale per una determinata comunità locale. In Italia queste nuove imprese svolgono un ruolo importante, perché contribuiscono alla rivitalizzazione di aree rurali a rischio spopolamento, nonché al recupero di aree urbane degradate oppure segnate da fenomeni di marginalità sociale.

Domenica 22 settembre, ultimo giorno di festival, alle 17 nel Ridotto del Teatro Verdi, si terrà infine l’incontro “Economia cooperativa, paese civile”. Il giornalista Piercarlo Fiumanò, capo servizio dell’economia de Il Piccolo, intervisterà Stefano Zamagni, professore di Economia all’Università di Bologna, membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali e del Pontificio Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale nonché presidente dell’Agenzia italiana del Terzo Settore fino al 2012. Un viaggio attraverso i secoli per raccontare valori fondanti e prospettive sociali della cooperazione, partendo dall’ultima opera del professore “Responsabili. Come civilizzare il mercato” (edizioni Il Mulino).
Dalle prime iniziative solidaristiche del ‘700 ai grandi gruppi cooperativi del mondo contemporaneo, la cooperazione ha rappresentato una forma di impresa che opera nel mercato, ma persegue fini mutualistici, con una propria identità e propri modi di finanziamento. Zamagni ha studiato il vantaggio comparato della cooperazione nelle moderne economie di mercato e il suo contributo al riscatto dell’Italia.

Ecco, da sinistra, i professori Daconto, Zamagni e Sforzi.

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In copertina, infopoint di pordenonelegge in Contrada Maggiore, nel centro storico.

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