(g.l.) La singolare protesta di Emanuele Franz contro la superbia degli uomini è arrivata anche a Udine. Suscitando curiosità e interesse, il filosofo e mistico di Moggio si è presentato in piazza Libertà con quella stessa pietra alla quale era già incatenato da una settimana, appunto, quale significativa forma di condanna della superbia che contraddistingue la vita nella civiltà moderna.
Trascinando a fatica la pietra di quasi venti chili – sulla quale ha scritto in rosso il nome di quello che per la fede cattolica è il primo dei sette vizi capitali -, lo scrittore e pensatore friulano ha sottolineato, dinanzi a decine di passanti sorpresi dal suo gesto clamoroso, la necessità di una riflessione su quanto l’orgoglio umano oggi calpesti la natura, pretendendo di riscrivere le leggi biologiche, ma anche la società, alienando il senso della comunità attraverso la tecnologia e il distanziamento sociale, non da ultimo ha accusato il governo di superbia per il fatto di «inviare armi destinate a offendere quando nel Paese ci sono milioni di poveri». Il filosofo si è richiamato a San Francesco e a un modello di vita basato sul perdono reciproco e sull’unità fra i popoli.
Come è noto, Emanuele Franz, non nuovo ad iniziative sociali di grande clamore, è autore anche del libro “Voi siete Uno” (Audax Editrice) che ha avuto il plauso del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo.

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In copertina, il filosofo friulano Emanuele Franz incatenato in piazza Libertà a Udine.

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