di Giuseppe Longo

Tre settimane fa si spegneva monsignor Corgnali, pievano di Tarcento, vinto da una grave quanto rapida malattia. E questa mattina, dopo averne celebrato i funerali, torna nella cittadina pedemontana l’arcivescovo di Udine per esprimere, come ha informato la Parrocchia, un «segno di vicinanza a tutta la comunità dove ha operato don Duilio». Monsignor Andrea Bruno Mazzocato celebrerà la Messa solenne, ricorrendo la Madonna di Lourdes, nel Duomo di San Pietro Apostolo e saranno sicuramente in molti ad attendersi dal presule qualche anticipazione sul sacerdote che avrà l’investitura quale nuovo arciprete.

Monsignor Duilio Corgnali


Dolorosa, repentina e inaspettata – come tutti sanno – la scomparsa di monsignor Corgnali che da oltre vent’anni d’anni guidava la storica Pieve dopo il ritiro, per limiti d’età, di monsignor Francesco Frezza, nativo della vicina Nimis e che in precedenza era stato parroco di Segnacco. Tanto che il sacerdote-giornalista, originario di Manzano, aveva accuratamente preparato e seguito la visita pastorale proprio dell’arcivescovo avvenuta a metà dicembre, appena pochi giorni prima del suo ricovero in ospedale. E agli inizi dello stesso mese aveva diffuso un messaggio pubblico che è sicuramente l’ultimo di una certa rilevanza pastorale. Infatti, è ancora affissa sulla porta della Chiesa arcipretale la lettera, datata 1 dicembre e firmata proprio da monsignor Duilio Corgnali, con la quale il parroco comunicava l’avvio di una Iniziativa popolare per il restauro dell’organo della Pieve. «Dopo una pausa dovuta al ricorso della Parrocchia – scriveva infatti il titolare della Chiesa tarcentina -, finalmente la Soprintendenza archeologica, delle arti e paesaggio del Fvg, sede di Udine, ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria dell’organo e anche la realizzazione della nuova consolle». E aggiungeva che «la spesa complessiva secondo il preventivo della Ditta Zanin Organi di Codroipo ammonta a euro 61.800 con l’aggiunta dell’Iva al 22% (13.596) arriva a un totale di di 75.396».


E allora come far fronte a questo «gravoso impegno» si chiedeva don Duilo. «E’ stata indetta una raccolta fondi popolare – riferiva nello stesso messaggio – che finora ha prodotto circa 20.000 euro. Siamo ancora distanti dall’obiettivo, ma noi confidiamo nella generosità dei fedeli cristiani di Tarcento e dunque siamo qui a rilanciare l’appello alla generosità dei tarcentini per una nuova raccolta di fondi». «L’organo della nostra Pieve – aggiungeva, infatti, monsignor Corgnali – è un fiore all’occhiello, una delle preziosità di Tarcento». Poi aggiungeva: «Come è accaduto per l’indagine archeologica e la cappella del cimitero, noi confidiamo di poter almeno duplicare quanto già raccolto, così che con altri sperati contributi di enti pubblici e privati si riesca a dar compimento a questa importante impresa». E indicava gli estremi bancari per il versamento delle offerte attraverso «un conto ad hoc della Parrocchia di San Pietro Apostolo di Tarcento presso l’Istituto di San Paolo», concludendo con «gli auguri – purtroppo gli ultimi – di Buon Avvento e Buon Natale».


Un problema, dunque, che monsignor Corgnali non ha fatto in tempo a risolvere e a portare a termine. Per cui si tratta di un compito che ora spetterà al suo successore che verrà scelto, se non l’ha già fatto, dall’arcivescovo Mazzocato, il quale, come detto, stamane torna a Tarcento per incontrare la comunità che ha beneficiato a lungo del fecondo apporto di don Duilio.

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In copertina e all’interno, lo storico organo del Duomo di Tarcento in attesa di restauro.

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