Nel conto alla rovescia per l’inaugurazione di Cjase di Catine Casa delle culture bambine, il prossimo 17 novembre, si moltiplicano a Fagagna le iniziative promosse da Damatrà: la 2a edizione del progetto Capovolgere all’infinito, sostenuto da Fondazione Friuli, si conclude oggi, alle 18, con un incontro d’eccezione, quello che vedrà protagonista Cristian Fabbi, direttore generale della Fondazione Reggio Children, psicoterapeuta relazionale certificato ed esperto internazionale di educazione della prima infanzia con incarichi all’Unicef e nell’Unità per la cura e l’educazione della prima infanzia presso l’Ufficio internazionale dell’educazione dell’Unesco, dove ha sviluppato programmi e iniziative per migliorare la qualità dell’educazione della prima infanzia in Africa e in Asia. La Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi è eccellenza italiana e riferimento internazionale in ambito educativo: dal secondo dopoguerra il Reggio Emilia Approach si fonda, per l’educazione dell’infanzia, su un’idea di bambino e di essere umano portatori di diritti e di potenzialità, una filosofia innovativa, capace di valorizzare quel patrimonio risorse che si esplica nei “cento linguaggi dei bambini”.

Cristian Fabbi

L’incontro con Cristian Fabbi sarà incentrato sui presupposti dell’Obiettivo 4 dell’Agenda delle Nazioni Unite, il diretto a un’educazione di qualità come strumento di relazione e di crescita, e a una riflessione sulla comunità intesa come luogo e realtà per la costruzione di legami. Cristian Fabbi ha maturato una grande esperienza a livello internazionale, con incarichi che lo hanno visto al lavoro in Azerbaigian, Camerun, Ciad, Eswatini, Guinea Conakry, Laos, Ruanda e Seychelles, in Kosovo con diverse Ong (Caritas, Rtm). In Palestina, per conto della Fondazione Reggio Children, ha coordinato il lavoro per la Licenza delle scuole dell’infanzia private in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Una perfetta comunione di intenti con il progetto Capovolgere all’infinito, che parla di infanzie e comunità a partire dal riconoscimento dell’Obiettivo 4 dell’Agenda Onu, affinchè lo sviluppo e l’innovazione delle nostre società vadano di pari passo con la promozione di una cultura capace di riconoscere le potenzialità di ogni infanzia. In queste prime due edizioni relatori di riferimento sono stati coinvolti su tematiche legate alle relazioni educative di comunità: si sono avvicendati fra gli altri il media educator Matteo Maria Giordano, l’esperto informatico Manuel Cacitti. La pedagogista e ricercatrice Alice Di Leva, insieme a educatori, ricercatori, antropologi, ma anche scrittori e illustratori. A tutti è stato chiesto di declinare a proprio modo il senso della comunità che educa. Non sono mancati workshop, che hanno coinvolto anche i più giovani in sessioni laboratoriali gestiti dagli operatori della Cooperativa.

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