di Giuseppe Longo

GRADO – Sono state le sue bellissime canzoni la “colonna sonora” del funerale di Paolo Zuliani, il musicista-ristoratore morto improvvisamente, pochi giorni fa, nel mare che tanto amava. Se ne è andato, infatti, ad appena 62 anni, lasciando nel dolore più profondo la moglie Manuela Di Bert e il figlio Alessio, ma molto turbati anche i tanti parenti, amici e frequentatori del loro lounge bar & restaurant “Duca d’Aosta” – nel centro storico più “in” di Grado – che hanno appreso con sgomento di come una uscita rigeneratrice in barca si fosse trasformata in tragedia per Paolo e la sua famiglia.

Paolo Zuliani


Nella Basilica patriarcale di Santa Eufemia il rito di suffragio è stato celebrato stamane da monsignor Paolo Nutarelli, il sacerdote che da qualche anno da Cormons è tornato nell’Isola per essere parroco della sua gente. Toccanti le parole, essenziali, che, all’omelia, l’arciprete ha pronunciato ricollegandosi alla significativa pagina del Vangelo di Giovanni appena letta. E all’essere artista, conosciuto e apprezzato, del defunto, che «ora – ha detto – è in diretto dialogo con Dio».
Al termine delle esequie, mentre si spegnevano le note di “Madonnina del Mare”, la salma si è avviata per il suo ultimo viaggio, tra le delicate parole delle canzoni di Paolo, diffuse – come al suo arrivo – all’esterno della storica Chiesa, mentre dal campanile dell’Anzolo giungevano i rintocchi di mezzogiorno e del tradizionale richiamo dell’Angelus. Lunghe e sentite le attestazioni di vicinanza e cordoglio che in tantissimi hanno voluto esprimere a Manuela e ad Alessio stringendosi con loro in un affettuoso abbraccio, nel ricordo proprio del caro Paolo che troppo presto li ha lasciati nell’impegnativo lavoro di portare avanti l’attività in quello che è diventato uno dei locali più belli e alla moda di Grado.

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In copertina e all’interno tre immagini dei funerali che stamane hanno richiamato un folta e commossa partecipazione.

 

 

 

 

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