Contro l’influenza è importante vaccinarsi: a ricordarlo è la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti. Il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg – assieme al segretario nazionale Silvestro Scotti e a Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica – invita quindi i soggetti a rischio a vaccinarsi al più presto, a riscoprire il valore delle mascherine e dell’igiene delle mani.

Fernando Agrusti

Nella settimana dal 28 novembre al 4 dicembre in Friuli Venezia Giulia l’incidenza dell’influenza è stata al quarto livello (intensità alta – inferiore ai 17,36 su 1000 assistiti) dei cinque stabiliti dal rapporto Influnet della Rete Italiana Sorveglianza Influenza (incidenza nazionale 16 casi per mille assistiti contro i 13 della settimana precedente, dati bollettino emesso il 9 dicembre). «Un picco influenzale come non lo si vedeva da 15 anni – commenta Agrusti -. È vitale che i soggetti a rischio scelgano al più presto di vaccinarsi, altrimenti rischiamo di dover vivere un periodo molto difficile. Guardando ai dati attuali, l’andamento fa pensare ad un picco assai superiore a quello delle epidemie passate. Il tutto senza dimenticarsi di continuare a proteggersi con mascherine, soprattutto in ambito sanitario e avere una buona igiene delle mani. Questa ondata, che la Fimmg nazionale paventa possa essere definita uno tsunami, arriva in un sistema sanitario che deve affrontare anche il Covid-19 e in cui il sistema territoriale deve anche far fronte alla carenza di medici di base, che in Friuli Venezia Giulia, lo ricordiamo, vede mancare oltre 100 medici. Noi siamo pronti come sempre al fianco del paziente, ma occorre sensibilizzare sempre più sull’importanza della prevenzione e dei comportamenti corretti».

L’influenza di stagione si sta mostrando particolarmente aggressiva, caratterizzata da una febbre molto alta, sintomi respiratori e qualche volta gastroenterici. L’aumento dei casi sta mettendo sotto pressione i medici di famiglia, che sono subissati da telefonate e messaggi, ma anche gli ospedali nei quali si registra un forte aumento dei ricoveri. «Mai negli ultimi 15 anni abbiamo dovuto confrontarci con un picco influenzale paragonabile a quello che stiamo registrando in queste settimane. È vitale che i soggetti a rischio scelgano al più presto di vaccinarsi, altrimenti rischiamo di dover vivere mesi drammatici»: uguale la posizione di Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, preoccupato per un’influenza di stagione che si sta rivelando ben più aggressiva e pericolosa di quanto fosse possibile prevedere. Ad allarmare i medici di medicina generale della Fimmg sono i dati della curva dell’epidemia influenzale, che mostrano una diffusione del virus enorme ed estremamente precoce. Tanto che gli stessi medici prevedono che di questo passo si raggiungerà il picco addirittura prima di Natale. «Se il Covid ci ha insegnato che la fase di picco è quella oltre la quale inizia poi la discesa – prosegue Scotti – è anche da considerare che scavallare la “vetta”, se non ci si protegge con il vaccino, potrebbe avere un prezzo molto alto in termini di vite. Guardando ai dati attuali, infatti, l’andamento fa pensare ad un picco assai superiore a quello delle epidemie passate. Per usare un’immagine che possa rendere l’idea, è come se ci stesse per travolgere uno tsunami. Infatti, l’aumento dei casi, come abbiamo imparato per il Covid, comporta conseguentemente aumento di complicanze e di mortalità».

L’appello lanciato dalla Fimmg è anche legato ad un pericoloso effetto psicologico generato dalla pandemia. «Molti cittadini credono ormai che l’influenza non sia più un rischio, ritenendo che solo il Covid possa mettere a rischio la salute e considerando l’influenza con grande sufficienza. Non è così. Negli ultimi due anni – spiega poi Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica – l’uso delle mascherine e le norme igieniche adottate contro il Covid hanno limitato moltissimo la diffusione del virus influenzale. Complice la voglia di tornare alla normalità, quest’anno le norme di cautela sono considerate ormai superate e la campagna vaccinale è andata malissimo, ma è un errore. Quello che serve è una combinazione di misure quali la vaccinazione, sia contro il Covid che contro l’influenza, e l’intensificazione di misure di sanità pubblica. La risposta individuale ad emergenze epidemiologiche non è sufficiente a proteggere la popolazione, serve un approccio pubblico, coordinato e basato sull’evidenza scientifica».
«Dobbiamo assolutamente cercare di evitare che, raggiunto il picco, questa incidenza del virus si mantenga per più dell’una o due settimane solite prima della discesa, creando seri problemi sino a primavera inoltrata. Quindi, è bene vaccinarsi il più presto possibile e continuare ad adoperare mascherine e norme di igiene che abbiamo imparato ad usare per la pandemia da Covid», conclude Scotti.

 

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