di Giuseppe Longo

NIMIS – “Beati gli afflitti, perché saranno consolati”. Monsignor De Tina ha scelto la conosciutissima pagina del Vangelo di Matteo, quella del Discorso della Montagna, per l’ultimo saluto a Rita Tomasino, spentasi in ospedale dopo breve malattia a 73 anni. Al termine di una vita contrassegnata da innegabili problemi fisici, ma sempre affrontati con il sorriso, con l’ottimismo alimentato da una fede cristallina. Anche l’ultima volta che l’ho incontrata nelle strade di Nimis con la sua carrozzina motorizzata, alla consueta domanda «Mandi Rita, cemut vadie?», lei mi aveva risposto con un uno squillante e sorridente: «Dut ben!».
E proprio questo carattere aperto e gioviale, sereno, improntato appunto a una incrollabile visione positiva delle cose, è stato sottolineato anche da don Rizieri durante il funerale celebrato l’altra mattina nel Duomo di Santo Stefano. «Un sorriso che non mancava mai sul volto di Rita, conosciuta da tutti per quei suoi lunghi capelli». Oltre che per l’uso quotidiano, per tutte le sue necessità, della carrozzina. Con la quale aveva il coraggio di avventurarsi anche fuori paese, su strade sempre più trafficate.
Ma la mano della Provvidenza le è stata vicina e l’ha sostenuta, non solo nel compiere pericolosi tragitti, ma soprattutto per affrontare con serenità il suo “calvario”, consentendole un’esistenza durante la quale non ha mai mancato anche di dare una mano alla sua comunità, collaborando già all’epoca del Comitato festeggiamenti in occasione della storica sagra di settembre, quando era immancabile la sua presenza nella roulotte della cassa. Ora, purtroppo, il sorriso di Rita si è spento e non la incontreremo più nelle vie di Nimis, con i suoi lunghi capelli e la sua carrozzina. Ci mancherà!

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In copertina, il volto sempre sorridente di Rita Tomasino morta a 73 anni.

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