di Giuseppe Longo

Si accorciano i tempi per la ricostruzione del ponte della Motta, che attraversando il Cornappo poche centinaia di metri prima che il corso d’acqua confluisca nel Torre, collega i territori comunali di Nimis e Povoletto, nella zona di Savorgnano. E’ recentissimo, infatti il decreto di concessione della Regione Fvg (sono disponibili oltre 2 milioni di euro), come ha reso noto il sindaco Gloria Bressani, in una nota in cui si mette sotto la lente proprio la sicurezza dei ponti, un problema verso il quale «l’amministrazione comunale in questi anni ha sempre prestato particolare attenzione», basti pensare all’intervento di ricostruzione del ponte di Vallemontana e al monitoraggio proprio di quello della Motta.

Gloria Bressani, sindaco di Nimis.


La nota del primo cittadino, pubblicata sulla pagina Facebook del Comune di Nimis, ha origine da un suo provvedimento di pochi giorni fa che riguarda la situazione del ponte di Cergneu, manufatto che «ha una grossa importanza poiché rappresenta il solo collegamento per Cergneu Superiore e le borgate di Pecolle e Nongruella. Diverse sono, inoltre, le attività economiche che operano sulla sponda sinistra del Lagna». «Nei giorni scorsi – riferisce il capo della giunta municipale – la responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, accompagnata da tecnici qualificati, ha effettuato un sopralluogo per valutare lo stato di sicurezza del ponte in seguito alla segnalazione dell’assessore Mattiuzza, e di una cittadina. Il sopralluogo ha messo in luce delle problematiche del manto stradale, dovute al sifonamento della massicciata. Si rende pertanto necessario condurre una campagna di indagini finalizzate ad individuare le cause del fenomeno e a valutare dello stato generale di salute del ponte». Per cui, in via cautelativa, sono state poste immediatamente in opera alcune misure, come l’istituzione del senso unico alternato e la limitazione della velocità a 10km/h nell’attraversamento del ponte, al fine di ridurre al massimo le vibrazioni prodotte dai mezzi che lo percorrono. Il sindaco conclude anticipando che «della situazione in essere verrà informato e coinvolto immediatamente il Dipartimento della Protezione Civile Regionale al fine di valutare di concerto i prossimi passi da percorrere».
Fari puntati, dunque, sulla sicurezza del ponte di Cergneu, mentre, come si diceva, si riducono i tempi di attesa per il rifacimento completo dello storico manufatto della Motta, struttura che ha oltre sessant’anni e che era stato realizzata quando il traffico non era così intenso, soprattutto per quanto riguarda i mezzi pesanti, anche agricoli. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le ricorrenti piene del torrente che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. E la più grave, come molti ricorderanno, era stata quella di fine settembre 1991, quando le acque impetuose distrussero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte, acuiti poi nei tempi più recenti, tanto che si sono dovuti adottare provvedimenti a tutela della sicurezza, negando il transito ai camion, e addirittura decidendone la chiusura in occasione di piogge abbondanti e prolungate.
Per la realizzazione della nuova opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023. Ora, dunque, c’è il decreto di concessione regionale, per cui anche i tempi burocratici ancora necessari per dare avvio all’opera, molto attesa appunto nei Comuni di Nimis e Povoletto, dovrebbero risultare notevolmente ridotti.

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In copertina e qui sopra due immagini del ponte della Motta tra Nimis e Savorgnano.

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