di Marco Morandini

UDINE – Forse era proprio il luogo più adatto per celebrare la Festa degli innamorati lo studio del grande artista friulano Giorgio Celiberti, a Udine, dove il Maestro crea le sue opere ma le propone anche agli appassionati. Un evento rievocativo del mito di Romeo e Giulietta che, come evidenziano documenti scoperti di recente, ha origini friulane e che è stato occasione per segnare un’altra tappa verso il riconoscimento della vera storia dei due innamorati, un amore reciso dallo scoppio di una guerra alla quale partecipò anche l’ufficiale veneto Luigi da Porto, autore del libretto della tragedia, che ispirò anche lo scrittore inglese William Shakespeare, e innamorato della giovane nobildonna friulana Lucina Savorgnan, alias Giulietta.

All’interno dello studio udinese è così stata rievocata la vicenda dei due innamorati, conclusasi con Lucina andata in sposa a un altro e Luigi reso invalido nel corso di una battaglia a Manzano, nei pressi del capoluogo friulano, in un territorio conteso con le truppe austroungariche. Si è trattato di una festa condotta da Laura Zanelli, presidente dell’Associazione Romeo e Giulietta in Friuli, organizzata con la collaborazione dell’Associazione Corte degli artisti presieduta da Massimo Donati, il quale nella rievocazione ha impersonato il ruolo di Romeo.
Svoltasi in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, con l’Associazione culturale La Riviera friulana presieduta da Carlo Morandini e con l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio (Arga Fvg), l’incontro ha dato modo a Giorgio Celiberti di rivolgere un vibrato appello per la pace nel mondo. Un messaggio che avrà echi lontani perché l’artista friulano è molto conosciuto nel mondo (le sue opere sono infatti presenti, tra l’altro, in Canada, in Giappone, in Australia), anche perché nei quadri e nelle sculture sono due i segnali dominanti: l’amore, simboleggiato da cuori stilizzati che si riflettono di tela in tela e richiamano il sentire dell’artista, e l’umanità ferita, dalle ingiustizie, dalle guerre e dai conflitti che non smettono di infiammare parti diverse del globo.

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In copertina e all’interno immagini della rappresentazione alla quale ha assistito, nel suo studio, anche l’artista Giorgio Celiberti assieme a un folto pubblico.

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