di Giuseppe Longo

Imminente a Grado il via alle opere di restauro dell’imponente campanile della Basilica patriarcale. “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale oggi in distribuzione, riferisce infatti che dopo l’approvazione dei lavori conservativi da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e della Curia arcivescovile di Gorizia, “potrà prendere ufficialmente avvio un importante intervento di restauro che interesserà il campanile della Basilica di Sant’Eufemia, simbolo inconfondibile della nostra comunità ed elemento identitario del profilo della città”. Come si ricorderà, alla fine della scorsa estate era stata segnalata una caduta di frammenti dalla storica struttura, tanto che si era dovuto provvedere tempestivamente al transennamento dell’area sottostante al fine di scongiurare ogni rischio per la pubblica incolumità. Immediato, quindi, l’avvio della procedura, da parte degli uffici parrocchiali, per la richiesta delle verifiche di stabilità e per impostare l’iter burocratico inerente alla sistemazione di un bene così prezioso.

Monsignor Paolo Nutarelli


Come scrive monsignor Paolo Nutarelli, il progetto si articolerà in due momenti distinti: «Fase 1 – marzo/giugno 2026 (appalto d’urgenza). Si procederà al restauro delle facciate esterne, dalla base fino alla cella campanaria, con particolare attenzione ai mattoni e gli inserti lapidei a vista che caratterizzano i prospetti del campanile. Saranno, inoltre, effettuate prove tecniche sulla meccanica dell’Angelo segnavento, elemento storico e simbolico che da secoli veglia sull’Isola». Quindi la Fase 2 che si svilupperà tra marzo e giugno del prossimo anno. «Riguarderà – precisa l’arciprete – il restauro degli interni ed eventuali interventi di consolidamento strutturale, nonché il rinnovamento delle scale e relativi piani di sbarco. Saranno interessate anche la cuspide, l’Angelo e le bifore della cella campanaria. È probabile che, al termine dei lavori, non sarà più possibile il passaggio delle auto nell’area adiacente al campanile, per garantire maggiore tutela e sicurezza del monumento. Si tratta di un intervento necessario per preservare un bene che non è soltanto di carattere monumentale ma profondamente spirituale e comunitario. Parallelamente, è in programma anche un intervento di restauro conservativo del prezioso pavimento musivo della Basilica. Attualmente si è in attesa dei necessari permessi da parte della Sovrintendenza e della Curia. Il costo stimato dell’intervento è di circa 30 mila euro, interamente a carico della Parrocchia».
«Prendersi cura della Basilica e del suo campanile – conclude monsignor Nutarelli – significa custodire la memoria, la fede e la storia di un popolo. Non è solo un cantiere: è un gesto di responsabilità verso le generazioni future». Non resta, quindi, che aspettare il prossimo mese quando scatteranno le prime procedure per la complessa operazione di restauro della torre, inconfondibile simbolo identitario di Grado anche se, purtroppo, da diversi anni non è possibile ascoltare il meraviglioso concerto delle sue campane, per cui la comunità e i tanti ospiti che si sono affezionati al ritmo delle tradizioni isolane devono accontentarsi di un suono registrato.

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In copertina, il campanile della Basilica e qui sopra i magnifici mosaici interni.

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