di Giuseppe Longo

Lo storico campanile di Grado, quello del famoso “Anzolo”, fortunatamente non ha problemi strutturali, sebbene da molti anni, come è noto, per prudenza non risuonino più i sacri bronzi. Tuttavia, richiede una immediata opera di restauro dei materiali di superficie che possa sanare ogni eventuale fonte di pericolo per la pubblica sicurezza. «Le operazioni di battitura in quota – rende noto, infatti, la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia – hanno evidenziato un degrado visivo basso sulla facciata nord-est, localizzato in prossimità delle aperture della cella campanaria, l’assenza di criticità sulla facciata nord-ovest e un degrado visivo medio-alto sulle facciate sud-est e sud-ovest, localizzato sempre principalmente in prossimità delle aperture della cella campanaria. La perizia ha, quindi, evidenziato che le criticità riguardano lo stato superficiale dei materiali costitutivi e non aspetti strutturali. Proprio per questo motivo, gli interventi di restauro e consolidamento restano urgenti e non più rinviabili, così da preservare e valorizzare un patrimonio di altissimo valore storico ed artistico».

Monsignor Paolo Nutarelli

«In queste ore – aggiunge la nota di monsignor Paolo Nutarelli -, a seguito della perizia tecnica richiesta dopo le segnalazioni relative al campanile della Basilica di Sant’Eufemia, è stato possibile ridurre sensibilmente l’area interdetta attorno al monumento e dare continuità tra Calle del Palazzo e Calle Lunga, rendendo di nuovo accessibile il portale principale della Basilica. Grazie alla nuova organizzazione degli spazi, nei prossimi giorni verrà predisposto un tunnel pedonale protetto che consentirà di collegare nuovamente “le due piazze”. La collaborazione tra gli Uffici comunali e i professionisti della Parrocchia ha permesso di realizzare le nuove perimetrazioni, grazie anche alla pronta disponibilità della ditta Edilgrado, che ha predisposto gli apprestamenti necessari».
Ancora l’arciprete di Grado: «La perizia é stata fatta dall’ingegnere Alfredo della Coletta della società Insitu di Trieste specializzata nella diagnostica strutturale e nella verifica dei materiali nel settore dei controlli non distruttivi e minimamente invasivi applicati all’ingegneria. Dispiace constatare – sottolinea però monsignor Nutarelli – che, pur essendo già da tempo disponibili i contributi stanziati dalla Soprintendenza (pari a circa 2 milioni di euro), si sia dovuti ricorrere ad una nuova perizia per avviare l’iter dei lavori, con un costo di quasi 8.000 euro *interamente a carico della Parrocchia* oltre le spese per la delimitazione degli spazi (sempre a carico della Parrocchia)». Per cui il parroco aggiunge: «La Comunità auspica che questo ulteriore passaggio possa ora accelerare le procedure e che i lavori possano iniziare quanto prima, restituendo alla Basilica e all’intera città di Grado un campanile in piena sicurezza e bellezza».
«Il nostro campanile -osserva infine monsignor Nutarelli – non è solo un’opera d’arte o un punto di riferimento architettonico: è il cuore pulsante della nostra comunità, un segno che veglia sulla vita di Grado e accoglie chi arriva sull’Isola. Le difficoltà burocratiche e i costi imprevisti che abbiamo dovuto affrontare non devono spegnere la speranza: anzi, ci spronano a guardare avanti con fiducia. Il fatto che le criticità non riguardino la struttura ma solo lo stato superficiale dei materiali era ed é un fatto conclamato: fanno fede le tante segnalazioni che abbiamo fatto alle autorità competenti. Quanto successo in queste settimane è un invito a non rimandare più gli interventi. Ora attendiamo con pazienza e determinazione che le pratiche si sblocchino e i lavori possano finalmente iniziare».
«La cosa che più rammarica – afferma infatti monsignor Nutarelli – è questa lentezza burocratica (visto che il finanziamento c’è) e che ciò sta gravando sull’economia della Parrocchia… Facendo una battuta: il campanile è di tutti, ma chi paga è solo la Parrocchia. A parte le battute, speriamo che questa brutta storia possa accelerare il percorso di consolidamento. Io devo ringraziare le tante persone, insieme all’amministrazione comunale, che con la loro professionalità e passione ci stanno dando una grande mano a gestire questa emergenza». E l’arciprete conclude: «Lunedì 29 settembre celebreremo la festa liturgica dell’Arcangelo Michele, il nostro “Anzolo”: affidiamo a lui la protezione della nostra Comunità e la custodia di questo nostro luogo santo. Risuonino nel nostro cuore le parole della canzone “Per questo sora ‘l campanil per senpre restarè». Un auspicio, quello di monsignor Nutarelli, sicuramente fatto proprio da tutti i gradesi, e non solo. Perché anche i turisti o comunque frequentatori abituali di Grado amano la Basilica e il suo possente campanile. Tanto che tutti attendono con fiducia che i tempi del definitivo restauro si accorcino. Che bello sarebbe poter anche riascoltare la “voce” vera, gioiosa e solenne, delle campane di Sant’Eufemia, la giovane martire protettrice di Grado di cui si è appena celebrata la memoria.

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In copertina, i tecnici “arrampicati” sul campanile di Sant’Eufemia per le verifiche strutturali; qui sopra, un’immagine del sagrato della Basilica come appare oggi dopo la riduzione delle limitazioni.

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