(g.l.) Avrà quale prestigiosa cornice niente meno che la splendida Villa Manin di Passariano lo spettacolo che oggi, 14 settembre, Dino Persello offrirà ancora una volta alla memoria del grande Ottavio Bottecchia, gloria del ciclismo italiano. L’appuntamento, con ingresso libero, è fissato infatti alle 17.30 nella Barchessa di Levante, nella sala riunioni del secondo piano. Il racconto emozionale, teatral-musicale del mito indiscusso di Bottecchia avviene nel contesto della mostra “Il ciclismo in Friuli Venezia Giulia”. Le parole dell’attore sandanielese, che sanno sempre toccare le corde del cuore, saranno intervallate dalle esibizione del tenore Andrea Binetti accompagnato dal pianoforte di Teo Luca Rossi, artisti che spesso impreziosiscono gli spettacoli di Persello. Il quale ha scritto: «Sono certo che a fine spettacolo avremo tutti amato di Ottavio Bottecchia la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco che si screpolava a ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come il cordame corrosa dal sale di un galeone, di un museo del mare… la sua umanità e generosità fuori dal comune».

Dino Persello


Nuovo omaggio, dunque, di Dino Persello al ciclismo, sport che ha da sempre nel sangue. Una grande passione che ha assorbito dal padre e poi l’ha alimentata per tutta la vita. Un amore così grande che lo riversa ogni anno, anche nel suo fare teatro, quando in Friuli arriva, sempre attesissimo, il Giro d’Italia. E ora lo fa per onorare ancora una volta un grande del ciclismo tricolore, ma non il ciclismo d’oggi bensì quello degli albori, scritto con caratteri aurei nella storia dello sport sulle due ruote. Quello di un ciclista d’altri tempi divenuto leggenda e che quasi un secolo fa, a Peonis di Trasaghis, consumava l’ultimo atto della sua vita avventurosa, quella di un uomo che da qualche anno era il più forte ciclista del mondo!
«Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – racconta Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
«Raccontare di Ottavio Bottecchia – aggiunge l’attore – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto». Ancora Persello: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità. Allo stesso tempo e, senza presunzione, sono certo che a fine serata avremo tutti amato Ottavio Bottecchia».

—^—

In copertina, il grande Ottavio Bottecchia nei suoi tempi d’oro; qui sopra, il cippo che lo ricorda in Comune di Trasaghis.

, , , , , ,
Similar Posts
Latest Posts from friulivg.it
78 Views