(g.l.) «Sullo sfondo emblematico della figura di Antonio Comelli, protagonista di primo piano del processo di ricostruzione, e anche nel solco di quella eredità, l’Amministrazione comunale di Nimis ha promosso un progetto culturale capace di affidare all’arte il compito di interrogare il passato e restituirlo all’oggi. Nasce così “Fiore di maceria”, lavoro teatrale scritto da Fabio Turchini e diretto da Bettina Carniato, un’opera dai molteplici registri espressivi che intreccia recitazione, musica, danza e sandart». Con queste parole viene presentato lo spettacolo, con ingresso libero, che sarà proposto questa sera, 25 settembre, al Teatro Juventus, all’Oratorio parrocchiale di piazza Beniamino Alessio, alle 20.30, e che sarà ripetuto il 28 settembre – alla vigilia della solenne commemorazione con cui Nimis ricorderà la distruzione dell’ultima guerra -, alle 10.30, con un invito particolare alle scuole del centro pedemontano. Ma anche la replica di lunedì prossimo sarà aperta a tutta la popolazione, in particolare a coloro che non potranno essere presenti questa sera.
Antonio Comelli
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Nello spettacolo che segue quello che si era tenuto, con grande partecipazione di pubblico, proprio la sera del 6 maggio, con inizio alle 21 nell’esatto 50° anniversario di quell’indimenticabile 1976 – erano stati molto applauditi l’attore Dino Persello, la compagnia teatrale “La Beorcje” di Nimis diretta da Carla Monai e i musicisti Massimo Pividori (fisarmonica) e Daniel Longo (violino) -, saranno in scena Massimo Somaglino e Bettina Carniato per la recitazione; Romano Todesco e Arno Barzan per la musica; Sarah Turchini e Karin Candido per la danza; Fabio Babich per la sandart.
«La drammaturgia – si anticipa in una breve presentazione del lavoro teatrale – procede attraverso un intercalarsi originale di due storie che si riflettono l’una nell’altra. Da una parte, la vicenda collettiva del Friuli colpito dalla catastrofe e capace, nel tempo, di trasformare la devastazione in una straordinaria esperienza di ricostruzione. Dall’altra, la storia più intima e introspettiva di una donna che attraversa le proprie macerie imparando la forza di rialzarsi e non arrendersi. Le due traiettorie finiscono per incontrarsi in una medesima immagine: il fiore che nasce dalla maceria. Una metafora semplice e potente della vita che, anche quando sembra sommersa dalla distruzione, conserva la possibilità di tornare a fiorire. Il parallelismo con l’epopea friulana della rinascita risulta evidente».
Appuntamento dunque questa sera, alle 20.30, in Sala Juventus e per chi non potrà esserci lunedì mattina, alle 10.30. Come detto, sullo sfondo della rappresentazione ci sarà la figura dell’avvocato Antonio Comelli, indimenticabile presidente della Regione Friuli Venezia Giulia negli anni drammatici del terremoto e della rinascita, che la comunità di Nimis aveva ricordato con una sentita commemorazione in giugno nella ricorrenza della scomparsa che era avvenuta il 22 dello stesso mese del 1998.

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In copertina, il campanile della Chiesa di Centa squarciato dalla potente scossa del 6 maggio 1976 in una foto di Bruno Fabretti.
