(g.l.) Monsignor Carlo Redaelli, come è noto, da alcuni mesi è arcivescovo emerito di Gorizia, nonché amministratore apostolico della storica Arcidiocesi, uscita, come quella di Udine, dallo smembramento del glorioso Patriarcato di Aquileia. E la prima domenica di luglio, quando Grado festeggia, come da antica tradizione, il famosissimo “Perdòn di Barbana”, lascerà definitivamente la guida della Chiesa isontina per assumere un importante incarico in Vaticano al Dicastero per il Clero, quindi a diretto contatto con Papa Leone XIV. Il commiato avverrà in Cattedrale nel pomeriggio, durante una solenne celebrazione, ma al mattino il presule sarà a Grado dove sarà alla testa, per l’ultima volta, della suggestiva processione di barche diretta al Santuario in mezzo alla laguna. «Un momento – ha osservato monsignor Paolo Nutarelli – certamente carico di significato, dentro una delle tradizioni più care alla nostra terra ed alla nostra fede».



Una presenza che l’arcivescovo uscente – gli subentrerà monsignor Gianpaolo Dianin, che farà il suo ingresso nella festa dei Santi Ermarcora e Fortunato, che sono anche Patroni di Grado – ha confermato durante una visita nell’Isola del sole, dove era stato invitato dal Portatori della Madonna di Barbana, guidati dal riconfermato presidente Adelchi Felice Quargnali. Il presule è stato accolto nella Caneva, la loro sede tra le strette calli del centro storico. È stato un incontro cordiale e spontaneo, vissuto nella semplicità, durante il quale monsignor Redaelli ha voluto ringraziare personalmente l’Associazione per il prezioso servizio svolto nella vita della Chiesa e nella città di Grado. Era presente anche monsignor Mauro Belletti, amministratore parrocchiale di Fossalon e collaboratore di don Paolo nella Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia.
I Portatori della Madonna di Barbana sono, infatti, una presenza importante non solo per la custodia di tradizioni profondamente radicate nella fede popolare, ma anche per il grande impegno che accompagna eventi significativi come, appunto, il “Perdòn di Barbana”, le grandi sagre estive con le apprezzatissime “sardelade”, ed altri momenti della vita comunitaria. Una presenza silenziosa, concreta e generosa, che aiuta la comunità a custodire memoria, devozione ed appartenenza. Nel dialogo semplice vissuto in Caneva è tornato anche il ricordo di un’esperienza rimasta nel cuore dell’arcivescovo emerito: quella del Presepe di Natale in Vaticano, quando due anni fa “un casone – ha osservato monsignor Redaelli – si trovò simbolicamente al centro del colonnato di Piazza San Pietro”: Un’immagine che ha portato Grado, la sua laguna, la sua storia ed anche la sua Fede davanti agli occhi del mondo, grazie anche all’impegno degli stessi Portatori della Madonna di Barbana e di tanti volontari. Un’esperienza che il presule, ormai in partenza per Roma, ha più volte ricordato con affetto e gratitudine, come segno bello della capacità di una piccola comunità di raccontare qualcosa di grande.
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Il Cero pasquale e Pineta
Dopo la recentissima ricorrenza di Santa Rita, con la tradizionale benedizione delle rose, il fiore di maggio per eccellenza, oggi anche Grado celebra la solennità di Pentecoste, la festa dello Spirito Santo che conclude il Tempo di Pasqua. Così, viene spento il Cero offerto anche quest’anno alla Chiesa da una famiglia gradese. Ogni anno, infatti, nella Basilica di SantìEufemia se ne accende uno nuovo, segno della luce che si rinnova in Cristo. «Il Cero verrà ora custodito, con cura – informa monsignor Nutarelli -, nel Battistero di San Giovanni: dalla sua fiamma si accenderanno le candele dei Battesimi, segno di una vita nuova che nasce. Nelle esequie, invece, sarà posto accanto al feretro, per ricordarci che la morte, per il cristiano, non è la fine, ma la Pasqua verso la vita piena». E oggi entra in vigore l’orario estivo delle celebrazioni, che prevede anche la Messa domenicale delle 9 nella cappella di San Francesco a Pineta. «La nostra Comunità – ha affermato don Paolo – desidera compiere un passo in più nello stile dell’accoglienza. L’aumento delle Sante Messe e dei momenti di preghiera non è semplicemente una questione organizzativa, ma esprime la volontà di essere una Chiesa sempre più presente, capace di incontrare chi arriva a Grado e chi qui vive ogni giorno. È un modo semplice ma autentico per dire che la Fede non va in vacanza, ma continua a camminare con noi, ovunque siamo».

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«Intanto la nostra Arcidiocesi – ha affermato il parroco di Grado, pure intervenuto all’incontro in Caneva – guarda già con speranza al futuro: il nuovo arcivescovo, monsignor Giampaolo Dianin, farà il suo ingresso nella serata di domenica 12 luglio, iniziando così il suo ministero pastorale in mezzo a noi. Accompagniamo questo tempo con la preghiera: ringraziando il vescovo Carlo per il bene seminato ed accogliendo con fiducia il nuovo Pastore perché la Chiesa continua il suo cammino, guidata dal Signore anche attraverso il volto concreto dei suoi Pastori».
E a proposito dei Portatori della Madonna di Barbana, in questi giorni, a seguito dell’elezione del nuovo direttivo – di cui avevamo già riferito – sono state distribuite le cariche sociali, tutte confermate all’unanimità: presidente, come già detto, Adelchi Felice Quargnali, vicepresidente Maurizio Tognon, segretario Giancarlo Troian e tesoriere Francesco Marocco. Per cui ora via con i nuovi impegni: il primo, quello di maggior rilievo, sarà proprio il “Perdòn di Barbana” di domenica 5 luglio. Seguito dalle “sardelade” in occasione della festa dei Santi Patroni.
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In copertina, l’arcivescovo emerito Carlo Redaelli con i Portatori della Madonna di Barbana, presenti monsignor Paolo Nutarelli e monsignor Mauro Belletti; all’ìinterno, altre immagini dell’incontro in Caneva nel centro storico di Grado.
