di Giuseppe Longo
GEMONA – Con il bellissimo spettacolo pirotecnico che ha illuminato di tanti colori il cielo di Gemona, al termine della tradizionale processione nelle vie del centro storico, si è conclusa ieri sera la intensa giornata dedicata a Sant’Antonio di Padova, venerato nel locale Santuario che si avvia verso la celebrazione di otto secoli di storia. Un particolare che è stato sottolineato anche da Barbara Zilli, assessore regionale ma soprattutto gemonese doc: “Il santuario di Sant’Antonio custodisce una storia che appartiene a Gemona del Friuli e all’intero Friuli Venezia Giulia. In questo luogo convivono la devozione al Santo, la memoria del terremoto e la rinascita di una comunità che, dopo il 1976, ha saputo rialzarsi e ricostruire con tenacia. Avvicinarsi agli 800 anni della presenza di Sant’Antonio a Gemona del Friuli, che saranno celebrati nel 2027, per tutti noi significa guardare a una radice profonda della nostra identità e consegnarla alle nuove generazioni come esempio di forza e appartenenza”.ha infatti detto l’esponente della Giunta Fedriga partecipando ieri mattina alla Messa solenne celebrata nel santuario ricostruito dopo il sisma da monsignor Valentino Costante, arciprete di Gemona. Al rito ha partecipato anche il sindaco, Roberto Revelant.
Il Santuario di Sant’Antonio di Gemona è il primo al mondo dedicato al Santo di Padova. La sua presenza a Gemona, al centro degli 800 anni che saranno celebrati nel 2027, trova memoria anche all’interno dell’edificio sacro ricostruito dopo il terremoto del 1976, dove sono ancora visibili i resti dell’antica chiesa, la Galleria degli ex voto e la Cella del Santo.

“Quella di Sant’Antonio è una festa molto sentita, che quest’anno ha richiamato a Gemona del Friuli numerosi pellegrini, molti dei quali arrivati a piedi lungo i sentieri sacri del territorio. Ringrazio padre Luigi Bettin, guardiano della Fraternità dei Frati minori di Gemona e rettore del Santuario di Sant’Antonio, e i frati per la cura con cui accompagnano la vita religiosa di questo luogo, il culto dei devoti e le attività di carità. Dopo l’anno dedicato al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, Gemona del Friuli si prepara a un altro passaggio di grande rilievo: gli 800 anni dalla fondazione del santuario da parte di Sant’Antonio, avvenuta nel 1227. Sarà un percorso di riflessione e valorizzazione di un riferimento che appartiene ai fedeli del Friuli Venezia Giulia e richiama persone anche da fuori regione”, ha aggiunto Barbara Zilli.
Ricordiamo, infine, che dal Santuario prende avvio il Cammino di Sant’Antonio Gemona del Friuli-Padova, itinerario di pellegrinaggio che collega la Chiesa gemonese alla Basilica del Santo. Il percorso attraversa il Friuli Venezia Giulia e il Veneto e permette di riscoprire anche cappelle votive e luoghi di devozione presenti sul territorio. “La Regione investe con convinzione sui cammini della fede e il santuario di Gemona del Friuli rappresenta uno dei punti nodali di questo tracciato. È un passaggio di valore per chi percorre itinerari spirituali che attraversano il Friuli Venezia Giulia e proseguono verso il Veneto, nel nome di Sant’Antonio di Padova”, ha evidenziato infine l’esponente dell’Esecutivo regionale.
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In copertina, i fuochi artificiali ieri sera davanti al Santuario antoniano; all’interno, l’assessore regionale Barbara Zilli e il sindaco di Gemona Roberto Revelant davanti alla statua di Sant’Antonio.
