La Quiete ha festeggiato ieri il traguardo dei cento anni di Sergio Driussi, nato a Udine il 1° agosto 1926. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Alberto Felice De Toni, che ha consegnato all’anziano una copia del libro autobiografico “Una vita surfando sull’orlo del caos”, altri volumi e la spilla del Comune, il presidente Stefano Gasparin e il consiglio di amministrazione che hanno voluto omaggiarlo con il libro sulla storia de La Quiete “Siamo tutti dentro la vita” di Liliana Cargnelutti ed Elena Commessatti.
«Festeggiare i cento anni di Sergio Driussi significa celebrare una vita ricca di esperienze, lavoro, affetti e passioni, ma anche un esempio di curiosità e apertura verso il mondo che non è mai venuto meno», ha detto il sindaco di Udine. «La sua storia personale racconta il valore della memoria e delle generazioni che hanno contribuito a costruire la nostra comunità. È un piacere poter condividere questo importante traguardo insieme a Sergio, alla sua famiglia e alla comunità de La Quiete, che ogni giorno accompagna con attenzione e cura le persone che vi abitano», ha aggiunto De Toni.
Anche in via Sant’Agostino, infatti, Sergio Driussi ha continuato a coltivare i propri interessi, dal calcio alla lettura, che resta la sua passione più viva: legge tuttora più testi in parallelo, su cui riflette e si confronta, sempre desideroso di allargare lo sguardo sul mondo. In questi giorni sta leggendo il Corano. I festeggiamenti sono proseguiti nel nucleo di residenza, assieme ai quattro figli Silvia, Maura, Andrea e Paolo, alle rispettive famiglie con nuore, generi e nipoti, e a tutta l’équipe assistenziale, oltre naturalmente ai residenti e agli amici di Sergio.
Secondo di due figli, Sergio Driussi aveva una sorella maggiore, Luigina. Aveva studiato ragioneria per volontà della madre, che lo avrebbe voluto bancario, ma scelse di ritirarsi prima del diploma per intraprendere la strada che sentiva davvero sua: quella del rappresentante. Nel 1952 sposò Giuliana, al suo fianco nella realizzazione di un progetto di vita costruito insieme: dopo anni passati in giro per l’Italia come rappresentante di filati, avviò un maglificio in proprio, arrivando a impiegare fino a venti dipendenti, una casa pensata su misura e un percorso di studi solido per tutti e quattro i figli.
Andato in pensione, si concesse assieme a Giuliana alcuni anni sereni, dedicati a viaggi dal taglio artistico e culturale: Francia, Spagna, Olanda, sempre seguendo un filo storico-artistico preciso. Rimasto vedovo, con il passare del tempo maturò la consapevolezza di poter incontrare momenti di fragilità, assieme alla ferma volontà di continuare a scegliere in autonomia il proprio percorso di vita. Fu questa la spinta che nel 2011 lo portò a scegliere l’Asp di Udine, entrando inizialmente alla Casa Albergo “I Faggi” e passando poi, nel 2023, in Residenza Protetta, in seguito a una riduzione dell’autonomia legata a un incidente automobilistico.
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In copertina, il centenario Sergio Driussi festeggiato dal sindaco De Toni e dal presidente Gasparin.
