di Giuseppe Longo

Dopo la plurisecolare festa del “Perdòn di Barbana” vissuta da migliaia di persone, ecco un’altra importante ricorrenza, pure molto sentita, perché legata alle tradizioni del calendario liturgico di Grado: la solennità dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato, «figure che da secoli accompagnano il cammino di Fede della nostra città», ha osservato su Insieme monsignor Paolo Nutarelli. Una festa che quest’anno assume particolare rilievo per due motivi: primo, perché la ricorrenza coincide con la domenica; secondo, perché proprio domani l’Arcidiocesi isontina, cui anche l’Isola di Grado appartiene, accoglierà festosa – nella vicina Aquileia e poi a Gorizia – l’arrivo del suo nuovo titolare, Giampaolo Dianin, che raccoglie il testimone di Carlo Roberto Maria Redaelli, appena partito per il prestigioso incarico affidatogli dal Papa in Vaticano. Ricordiamo che domenica scorsa è stata proprio Grado, con il suo “Perdòn”, l’ultima uscita pubblica dell’arcivescovo emerito.
Domani mattina, la Messa Solenne delle ore 10.30 nella Basilica di Sant’Eufemia, accompagnata dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia”, diretta dal maestro Anello Boemo, sarà il cuore della festa patronale. «Al termine della celebrazione – ha annunciato l’arciprete -, ci porteremo all’esterno della Basilica con i busti argentei dei Patroni per invocare la loro intercessione ed impartire la benedizione alla città di Grado, alle sue famiglie, ai lavoratori, agli ospiti ed a quanti vivono o trascorrono un tempo di vacanza nella nostra Isola». Prima della benedizione, porterà un saluto alla comunità di Grado, anche il sindaco Giuseppe Corbatto. «La loro festa cade quest’anno – prosegue il parroco – in una giornata particolarmente significativa per la Chiesa di Gorizia: nel pomeriggio, infatti, monsignor Giampaolo Dianin inizierà il suo ministero come nuovo arcivescovo. È una coincidenza che ci invita a guardare alle nostre radici. Ermagora e Fortunato appartengono alla stagione apostolica della Chiesa aquileiese e ci ricordano che la fede, che oggi professiamo, ci è stata consegnata attraverso una lunga catena di testimoni, pastori, martiri e santi. Celebrare i Patroni non significa soltanto ricordare un passato glorioso. Significa chiederci quale Chiesa siamo chiamati ad essere oggi. Ermagora e Fortunato furono uomini che hanno annunciato il Vangelo con coraggio, mettendo Cristo al centro della loro vita. Anche a noi è chiesto di vivere una fede capace di parlare all’uomo di oggi, non con atteggiamenti di chiusura o nostalgia, ma con la forza semplice e luminosa della testimonianza». Ricordiamo che monsignor Dianin ha ricevuto il pallio che spetta agli arcivescovi metropoliti nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, nella Basilica vaticana, dalle mani di Leone XIV.

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Tanti ragazzi a Fusine

(g.l.) Oggi rientra a Grado il folto gruppo di ragazzi delle medie che ha partecipato questa settimana, assieme ai loro coetanei di Cormons, alla bella vacanza a Fusine in Valromana, tra i verdissimi e freschi boschi del Tarvisiano. Da domani a sabato 18 luglio sarà, invece, la volta dei ragazzi delle scuole superiori. «I campi estivi – sottolinea monsignor Nutarelli che li ha accompagnati – rappresentano una preziosa occasione di crescita umana e cristiana: giorni di amicizia, gioco, cammino, servizio, preghiera e vita condivisa immersi nella bellezza della montagna». Don Paolo fa riferimento anche al gruppo che si prepara alla partenza: «Accompagniamo i ragazzi, gli animatori e gli educatori con la preghiera, perché queste giornate possano essere un’occasione di crescita, di amicizia autentica e di incontro con il Signore».

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Monsignor Nutarelli, quindi, fa un’importante osservazione: «Essere Chiesa a Grado assume un significato particolare. La nostra città, soprattutto durante l’estate, diventa luogo di incontro tra popoli, lingue, culture ed esperienze diverse. Migliaia di persone attraversano le nostre strade, sostano nelle nostre spiagge, visitano le nostre chiese e cercano momenti di riposo e serenità. In questo contesto, la Comunità cristiana è chiamata ad essere presenza accogliente, capace di offrire non solo servizi religiosi, ma anche il volto di una Fede vissuta con gioia e semplicità. I Patroni ci ricordano che la Fede cresce quando viene condivisa. Per questo, la loro festa diventa un invito a riscoprire il nostro essere Chiesa: una Comunità che prega, celebra, accoglie, serve e testimonia il Vangelo nella vita quotidiana. Affidiamo ai Santi Ermagora e Fortunato la nostra città, le famiglie, gli anziani, i giovani, i lavoratori stagionali, gli ospiti che trascorrono qui un tempo di vacanza ed il nuovo Arcivescovo che inizia il suo ministero. Il loro esempio continui ad accompagnarci perché Grado sia sempre più una Comunità salda nella Fede, aperta all’incontro e generosa nella carità».
E la Festa dei Santi Patroni coincide, tradizionalmente, anche con un momento di festa popolare molto sentito e partecipato. L’Associazione dei Portatori della Madonna di Barbana – molto impegnati domenica scorsa, appunto, per il “Perdòn” -, in collaborazione con il Comune di Grado e la Parrocchia, ha infatto organizza la bellissima Sagra dei Portatori, meglio nota come “Sardelada”, facendo riferimento al suo piatto principale che va letteralmente a ruba. Cominciata ieri pomeriggio, la festa in Campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica, continua anche oggi e culminerà proprio domani, solennità dei Santi Ermagora e Fortunato, con l’apertura dei chioschi sempre alle ore 18. «La tradizionale “Sardelada”, insieme ai momenti di incontro e convivialità, rappresenta un’occasione per ritrovarsi come Comunità. Un grazie va ai volontari – conclude monsignor Nutarelli – che rendono possibile questa iniziativa ed un invito a residenti ed ospiti a partecipare numerosi a questo momento di festa, amicizia e condivisione».

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In copertina, monsignor Giampaolo Dianin, nuovo arcivescovo metropolita di Gorizia, con Leone XIV appena ricevuto il pallio.

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