Si conclude la rassegna con la quale il Comune di Sesto al Reghena ha scelto di commemorare i 50 anni dal sisma attraverso la serie di incontri con l’autore “Friuli 1976: io mi ricordo”. Un’iniziativa che s’inserisce all’interno di un progetto culturale di ampio respiro iniziato lo scorso anno per offrire occasioni di dialogo, confronto e riflessione traendo spunto da ricorrenze storiche e i libri a esse dedicati.
Con ingresso libero, domani, 12 giugno, alle ore 20.30 nel salone dell’Abbazia di Santa Maria in Silvis, verrà presentato il volume “50 anni di terremoto. Le scosse che hanno trasformato il Friuli” per Editoriale Programma. Saranno presenti quattro dei venticinque autori che hanno collaborato alla pubblicazione: Carla Barnaba di OgsS (Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale – Centro Ricerche sismologiche di Udine), Giuseppe Mariuz giornalista, scrittore e storico; Giuseppe Ragogna giornalista, già vicedirettore del Messaggero Veneto; Giusi Vianello giornalista e coordinatrice editoriale del volume. Un’opera che, oltre la narrazione, guarda soprattutto alle grandi trasformazioni generate o accelerate dai terremoti del ’76 in Friuli in tutti i settori della vita civile, produttiva, religiosa, culturale, linguistica, del volontariato, con uno sguardo approfondito sulle questioni urbanistiche, sociali, della resilienza e della prevenzione. Il volume gode del patrocinio di Arlef, del sostegno di Ponterosso Tagliamento e della collaborazione del Cirf di UniUd che ha messo a disposizione ventisei poesie sul terremoto di importanti autori friulani.

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L’opera di Ippolito Nievo

E a  Sesto al Reghena, sempre domani, 12 giugno, si terrà un nuovo incontro della rassegna “Ippolito Nievo, L’opera e la figura”. L’appuntamento alle 18.30 nel salone consiliare del Palazzo del Comune, in piazza Castello 1. L’incontro, a ingresso libero, prevede la presentazione del volume intitolato “È proprio vero che la mamma è la migliore delle società – Ippolito Nievo e Adele Nievo Marin: vita, letteratura e storia” di Angelo Fàvaro, e pubblicato da Franco Cesati Editore. La manifestazione è promossa dal Comune di Sesto al Reghena e dal Comune di Cordovado, in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. I saluti istituzionali saranno affidati a Zaida Franceschetti, sindaco di Sesto, a Francesco Toneguzzo, sindaco di Cordovado, e a Marco Salvadori, presidente dell’istituto pasoliniano. Il coordinamento della serata sarà curato da Maura Locantore, direttrice dello stesso Centro studi. Al dibattito interverranno Mariarosa Santiloni, già segretario generale della Fondazione Ippolito e Stanislao Nievo, e lo stesso autore del testo, Angelo Fàvaro, docente e ricercatore all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, da anni impegnato nell’analisi critica e nella divulgazione della letteratura italiana.

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La rassegna da aprile ha visto la presentazione dei libri “Rombo” (edizioni Iperborea), romanzo di Esther Kinsky; Walter Tomada e il suo volume “La faglia dentro” (edizioni Biblioteca dell’Immagine); l’artista Paolo Cossi con “1976 Il terremoto del Friuli” (Viva Comix) con anche mostra delle tavole originali.
«La rassegna – sottolineano il sindaco Zaida Franceschetti e l’assessore alla cultura Elisa Coassin – è nata l’anno scorso con l’intento di diventare un appuntamento annuale, come occasione per approfondire, attraverso i libri, eventi storici, contesti geografici, questioni politiche e sociali che hanno segnato il nostro tempo. Ogni edizione, grazie all’impegno del nostro Servizio cultura e della nostra Biblioteca, è dedicata a un tema specifico: un anniversario, una figura storica, una regione o un accadimento che merita di essere ricordato e compreso con maggiore consapevolezza. L’anniversario del terremoto è stata l’occasione sia per ricordare un momento tragico che ha trasformato il territorio e le comunità, sia per riflettere su un io che diventa noi, in un racconto necessario affinché la memoria collettiva resti viva e condivisa tra le generazioni, tra chi c’era allora e chi ha sentito raccontare quanto avvenuto».

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