(g.l.) E oggi, 27 giugno, Dino Persello torna a “giocare” in casa, nella sua San Daniele. Perché dopo l’applauditissima serata di qualche settimana fa, quando le sue parole avevano accompagnato la festa per il traguardo dei 120 anni della Casa del prosciutto, ora l’attore concittadino si cimenterà con un’altra rappresentazione di quell’ovunque apprezzato lavoro che ha voluto dedicare ai cinquant’anni dal terremoto. E lo farà alle 20.45 in un luogo che lui ama in modo particolare per i suoi spettacoli: la Chiesa di Sant’Antonio Abate, “la Sistina del Friuli” con i meravigliosi affreschi di Pellegrino da San Daniele, a due passi dal Duomo di San Michele Arcangelo e dalla Biblioteca Guarneriana. Tutti “gioielli” fortunatamente salvati dopo i danni di quelle terribili, interminabili scosse di maggio e settembre del 1976.

Si tratta, come avrete intuito, del racconto emozionale teatral-musicale dal titolo “La speranza nelle radici – Il popolo friulano, generosità e ricostruzione”, il cui canovaccio viene ogni volta calato nella realtà in cui lo spettacolo viene proposto. E anche in questa occasione – come sempre l’ingresso è libero – il monologo di Persello sarà accompagnato dalle fisarmoniche e dai violini de I Petris, un’intera famiglia che suona, molto conosciuta anche a San Daniele e che aveva offerto la colonna sonora per sottolineare il traguardo ultrasecolare del citato prosciuttificio.
Ancora una volta, dunque, Dino Persello metterà l’accento sul significato che ha oggi ricordare, a mezzo secolo di distanza, quel terremoto devastante che mise in ginocchio mezzo Friuli, causando anche la perdita di mille vite. Una prova tremenda, enorme come portata, ma dalla quale la nostra gente ha avuto la forza e il coraggio di risollevarsi e ripartire, realizzando una rinascita-ricostruzione pressoché totale in appena un decennio, tanto da passare alla storia come “Modello Friuli”. Del quale anche San Daniele è stata parte, come emergerà nella rappresentazione di questa sera, quando ancora una volta Persello ci ricorderà che la “speranza nelle radici” ha avuto la meglio, rivelandosi carburante insostituibile per alimentare il motore della ripresa e dello sviluppo. Sì, perché con la ricostruzione fisica dei nostri paesi si è innestata anche una opportunità di crescita senza precedenti, creando un Friuli moderno e competitivo che sa stare al passo con i tempi che in cinquant’anni sono radicalmente mutati.

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In copertina, la Chiesa di Sant’Antonio Abate con i suoi meravigliosi affreschi; all’interno, l’attore Dino Persello.
