di Giuseppe Longo
NIMIS – «Cinquant’anni sono mezzo secolo di storia. Nel maggio del 1976, quando il terremoto mise in ginocchio il Friuli distruggendo gran parte di Nimis, nostro padre, Mauro, invece di tornare nel nostro paese d’origine, caparbiamente decise di restare qui con la sua famiglia e, quando la ditta Mazzetti per cui lavorava da anni cessò l’attività, rilevò con enormi sacrifici i macchinari di quest’ultima. Era l’agosto del 1976 quando nostro padre, ha dato luce ad un sogno, fondando la sua ditta individuale, non aveva la certezza del successo, aveva però qualcosa di più importante: il coraggio d’iniziare» . C’era sicuramente anche Mauro Domenicone, scomparso novantunenne l’anno scorso, ad ascoltare queste commosse parole della figlia Anna, la quale anche a nome della sorella Liana e del fratello Claudio, ha rivolto un saluto a tutti coloro – maestranze di ieri e di oggi, e soprattutto tanti amici, a cominciare dalle altre aziende di Nimis – hanno accolto l’invito a partecipare, sul prato delle Pianelle, alla bellissima festa per i 50 anni della Domenicone Costruzioni, protagonista nella rinascita del Friuli terremotato.




La semplice e breve cerimonia è avvenuta dopo la benedizione impartita da monsignor Rizieri De Tina. Così, mentre nella cucina della sagra cuoceva una enorme paella, poi da tutti apprezzata – anche perché si tratta di un piatto che non si mangia di frequente nei nostri paesi -, Anna Domenicone si è assunta l’onere, ma anche l’onore, di tenere un bellissimo discorso celebrativo, molto applaudito, che ha ripercorso il passato dell’azienda, appunto dall’arrivo, dal Lazio, negli anni Sessanta di Mauro Domenicone al seguito dell’impresa Mazzetti che aveva vinto l’appalto della rete fognaria durante il primo mandato del sindaco Guido Barchiesi. E poi, rilevata la ditta, Mauro «con il lavoro, la determinazione e la straordinaria voglia di fare, costruì giorno dopo giorno, quello che oggi tutti conosciamo come la nostra azienda», ha detto la figlia. «Chi conosce questo settore – ha aggiunto – sa cosa voleva dire fare impresa in quegli anni: significava fare affidamento sulla forza delle proprie braccia, sul sacrificio quotidiano, sulla parola data, su una stretta di mano che valevano più di qualsiasi contratto firmato, la serietà, il sacrificio e soprattutto il rispetto delle persone. Nostro papà è mancato un anno e mezzo fa, ogni giorno si sente la sua mancanza, in un consiglio, una sua esperienza, il suo carattere e persino le sue osservazioni quando qualcosa poteva essere fatto meglio. Ci ha insegnato il valore del lavoro ben fatto, il rispetto per il cantiere e la dedizione assoluta all’impresa… Questi valori ancora oggi guidano ogni nostra scelta. Siamo certi che se potesse vederci sarebbe felice per questo traguardo, ma soprattutto vedrebbe riunite tutte queste persone che in un modo o nell’altro hanno camminato insieme a lui… ed ora siete accanto a noi».
Mauro Domenicone il fondatore.
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«La verità è questa: nessuna impresa – ha osservato Anna Domenicone – arriva a cinquant’anni da sola, dietro ogni metro di strada realizzato ci sono persone. Dietro ogni cantiere concluso ci sono volti, mani, competenze e responsabilità. Il nostro primo pensiero va a tutti coloro che hanno lavorato con noi. A chi è ancora in azienda, a chi è andato in pensione, a chi ha intrapreso altre strade, ognuno di voi ha lasciato un’idea, un insegnamento, un esempio, un pezzo della nostra storia». Poi la rievocazione di Anna ha toccato l’evoluzione dell’impresa negli anni. «Quelle radici forti ci hanno permesso di crescere. Nel 1990 l’azienda ha cambiato pelle, trasformandosi nella Domenicone Costruzioni Srl. È stato il momento dell’ingresso di noi tre figli come soci. Abbiamo appreso quella conoscenza artigiana e l’abbiamo strutturata per guardare al futuro, unendo l’esperienza e i valori della tradizione alle nuove sfide tecniche e normative che il mercato richiedeva. Oggi la Domenicone Costruzioni è una realtà solida che opera con orgoglio in Friuli. Se guardiamo indietro alle strade che abbiamo asfaltato, alle infrastrutture che abbiamo migliorato, vediamo il segno tangibile del nostro passaggio sul territorio. Lavoriamo con i privati, ma il nostro orgoglio più grande è la collaborazione quotidiana con la Pubblica Amministrazione: Comuni, Comunità locali ed Enti pubblici. Collaborare con le istituzioni significa per noi qualcosa che va oltre il semplice appalto: significa mettere la nostra competenza al servizio della sicurezza dei cittadini e dello sviluppo del nostro territorio».




Anna Domenicone è quindi passata ai doverosi ringraziamenti. «Se siamo qui oggi, però, il merito non è solo della famiglia Domenicone, ma anche dei nostri dipendenti e collaboratori: siete voi il vero motore dell’azienda, senza il vostro impegno quotidiano nessun risultato sarebbe stato possibile. Grazie ai tecnici, agli impiegati, ai capicantiere, agli autisti, agli operai, ai responsabili, a tutti coloro che, hanno contribuito a costruire questa realtà. Alle istituzioni e agli enti pubblici: grazie per aver creduto nella nostra azienda, affidandoci opere che hanno contribuito a rendere migliore il territorio. Grazie ai progettisti ai direttori lavori, ai collaudatori, fornitori, partner commerciali ed alle imprese con cui abbiamo condiviso tantissimi cantieri. Un grandissimo grazie va al paese di Nimis, alla sua gente che ci ha accolto e ci ha fatto sentire parte integrante della popolazione. Notevole è stata la vostra calorosa presenza al funerale di papà. Vedervi così numerosi stasera è per noi una grande dimostrazione di affetto. Questa comunità con il suo calore la sua sincera amicizia ci ha trasmesso un forte senso di appartenenza».
Infine, Anna ha detto: «Ancora un ringraziamento che sentiamo particolarmente nel cuore è quello che va alle nostre famiglie. Chi vive accanto a chi fa impresa conosce bene cosa significhi, una telefonata a qualsiasi ora, una emergenza, rinunciare alle domeniche alle vacanze o una cena… il lavoro viene sempre prima. Dietro ogni imprenditore ci sono persone che sostengono, comprendono ed incoraggiano. Liana, Claudio ed Anna oltre ad essere tre fratelli, tre soci, siamo stati tre figli che hanno avuto la fortuna di imparare un mestiere da un papà che ci ha insegnato con il suo esempio che il lavoro è una forma di rispetto verso gli altri. Ogni qualvolta che iniziamo un nuovo cantiere sentiamo la responsabilità di portare avanti quel nome che papà ha costruito con tanta fatica. È una responsabilità che affrontiamo con orgoglio». E ha aggiunto: «Le macchine si cambiano, le tecnologie evolvono, i cantieri finiscono, le
strade si percorrono, ma i rapporti umani costruiti in 50 anni restano. Ora diamo spazio alle nuove generazioni. Forza ragazzi, la strada è spianata, affrontatela con tanta energia, le strade nel asfaltate piace percorrerle a tutti. I prossimi cinquant’anni sono tutti vostri». E allora tanti auguri, da parte di Nimis e del Friuli, alla Domenicone Costruzioni che ora s’incammina in un’altra avventura. Il nuovo mezzo secolo!
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In copertina, i tre fratelli Domenicone Anna, Claudio e Liana; all’interno, la famiglia con le sue nuove generazioni e alcune immagini della bellissima festa alle Pianelle cominciata con la benedizione di don Rizieri e continuata con il discorso rievocativo di una delle figlie di Mauro il fondatore dell’azienda cinquant’anni fa.
