(g.l.) Oggi per la Chiesa cattolica ricorre la solennità del Corpus Domini, la più grande festa del periodo post-pasquale. Una ricorrenza tradizionalmente fissata nel giorno di giovedì (come l’Ascensione), ma che in Italia dall’ormai lontano 1977 non è più considerata festiva, in quanto è una delle cinque “festività soppresse”, vale a dire San Giuseppe (19 marzo), appunto Ascensione (quest’anno 14 maggio), Santi Pietro e Paolo (29 giugno) e Festà dell’Unità Nazionale (4 novembre). Per cui salvo alcune eccezioni – per esempio Tarcento, dove i solenni riti si terranno questa sera -, anche a Grado la solennità sarà celebrata domenica prossima, 7 giugno. Per quel giorno, infatti, la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia ha comunicato che durante tutta la mattinata ci sarà soltanto la Messa delle 9 in Basilica, alla quale seguirà la tradizionale processione con il Santissimo Sacramento per le vie del centro cittadino. Questo il percorso del sacro corteo: Campo dei Patriarchi, Via Gradenigo, Piazza Biagio Marin, Largo San Crisogono, Via Marina, Via Orseolo, Viale Europa Unita, ritorno in Largo San Crisogono e Via Gradenigo, quindi il rientro in Chiesa per i riti finali e la Benedizione eucaristica.

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Stasera la Musica Medica

Questa sera, 4 giugno, alle ore 21, la Basilica di Sant’Eufemia ospiterà, come avviene ormai da quasi cinquant’anni, la “Musica Medica” per un concerto aperto a tutta la comunità ed agli ospiti presenti nell’Isola del sole. Sotto la direzione del professor Rudolf Ramming, l’Orchestra proporrà un raffinato programma di musica classica con brani di Vivaldi, Massenet e Mozart. «L’Orchestra – si ricorda su Insieme, il foglio settimanale della Parrocchia di Grado – nacque dall’iniziativa di alcuni medici tedeschi che, da tempo, coltivavano la passione per la musica, trovando in essa aiuto, equilibrio e ristoro dalle fatiche del loro impegnativo lavoro. Un aspetto particolarmente bello di questa Orchestra è proprio la presenza di molti giovani musicisti, segno di un dialogo tra generazioni nel quale esperienza, passione ed entusiasmo si incontrano nel linguaggio universale della musica». L’Orchestra “Musica Medica”, nome che la contraddistingue dal 1987, è composta da oltre 35 elementi, come violini, viole, violoncelli, contrabbasso, flauto, fagotto e chitarra, oltre ad affermati solisti.

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«Che cosa ci dice, oggi, questa grande festa? Un segno semplice ma forte: Gesù non resta chiuso in Chiesa – spiega monsignor Paolo Nutarelli -, ma passa in mezzo alle nostre case, alle nostre strade, alla nostra vita. L’Eucarestia non è solo un rito da compiere, ma una presenza da accogliere e una vita da assumere. Nell’Eucarestia, Cristo non ci dà qualcosa, ma dona se stesso: si fa pane spezzato per noi, perché anche la nostra vita impari a diventare dono. Partecipando alla Santa Messa non solo ci nutriamo del Corpo di Cristo, ma entriamo in comunione tra di noi: mangiamo lo stesso pane, diventiamo un solo corpo. Non è una immagine poetica, è una realtà concreta che ci chiede di prendere forma nella vita quotidiana. La processione, allora, diventa un segno pubblico di questa Fede: portiamo Gesù per le strade, ma in realtà è Lui che desidera entrare nelle nostre strade interiori, nei nostri pensieri, nelle nostre fatiche, nella nostra vita. È un invito a non vivere la Fede come qualcosa di privato, ma come una testimonianza semplice, visibile, concreta. Anche senza grandi parole: con uno stile, con uno sguardo, con un modo di stare accanto agli altri». E l’arciprete conclude: «Viviamo questa festa non solo come un momento bello, ma come un’occasione vera per lasciarci cambiare: perché dall’Eucarestia possa nascere una Comunità sempre più unita, capace di testimoniare, nella vita di ogni giorno, la presenza viva del Signore».

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In copertina, l’ostia consacrata esposta nell’Ostensorio che domenica sarà portato in processione nelle vie di Grado.

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