(g.l.) «Alcune immagini arrivate in questi giorni dallo Sri Lanka raccontano più di tante parole: bambini riuniti in un cortile, giochi, volti sorridenti, una comunità che si stringe attorno ai più piccoli. Una scena semplice, ma profondamente familiare. A guidarla è don Anton, che proprio a Grado ha vissuto tante estati in servizio e, tra le tante cose, ha sperimentato il Gresp il centro estivo dello Spes! E il suo messaggio a commento delle foto è essenziale e sincero: “Don Paolo! Ho portato il Gresp in Sri Lanka! Grazie mille padre per la formazione che ho avuto a Grado”». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli ha commentato le foto appena ricevute dal lontano Paese dell’Asia meridionale, situato sulla punta dell’India, che si estende in quell’Isola-Stato che fino a una cinquantina di anni fa si chiamava Ceylon ricordando l’età coloniale britannica.


Nelle immagini si vede, appunto, don Anton Gavasker durante i giochi del Gresp “asiatico”. Il giovane sacerdote cingalese, formatosi in Italia tra Roma e Grado – dove ha offerto un prezioso servizio alla Parrocchia ricordato ancora con tanta gratitudine -, l’anno scorso, alla fine dell’estate, era rientrato nella sua terra d’origine con l’incarico di parroco. E nella sua missione in Sri Lanka ha importato anche quanto appreso nell’Isola del sole, a cominciare appunto dal Gresp, la tanto apprezzata attività estiva di cui abbiamo fatto cenno ieri riferendo della prima assemblea di Noi Spes Grado e sulla quale torneremo nei prossimi giorni, entrando nei dettagli organizzativi e delle sue proposte.
«In quelle parole – ha osservato l’arciprete – c’è molto di più di un ringraziamento: c’è il segno di un legame che continua. Perché ciò che si è vissuto insieme non resta fermo, ma cammina nelle persone, prende forma in altri luoghi, genera nuove esperienze. Non è una copia del Gresp. È uno stile che si trasmette: fatto di attenzione ai ragazzi, di relazioni vere, di comunità che si costruisce passo dopo passo. Ed è bello vedere – conclude il parroco – che quel seme, nato a Grado, oggi porta frutto anche lontano. Perché quando qualcosa è vero… non si ferma. Continua a vivere. Grazie don Anton!».



—^—
In copertina e all’interno alcune immagini del Gresp “importato” da Grado in Sri Lanka da don Anton Gavasker.
