È stato presentato, a Cima Corso, il nuovo e imponente murales intitolato “Cuers”, realizzato dall’apprezzato artista e writer carnico Roberto “Obi” Candotti. L’opera rappresenta l’ultimo e significativo tassello di una strategia mirata alla valorizzazione e al rilancio culturale del territorio montano attraverso i moderni linguaggi della street art.
La nascita di questa imponente opera si inserisce in un contesto creativo di assoluto rilievo: l’artista ha infatti ideato e sviluppato l’intero intervento durante una residenza artistica dedicata, organizzata e curata dall’associazione Zeroidee. Questa formula ha permesso di tessere un legame ancora più stretto con il territorio, favorendo uno scambio simbiotico tra la ricerca stilistica dell’autore e il contesto socioculturale locale. L’esperienza della residenza ha trovato il suo naturale compimento in uno straordinario laboratorio educativo e comunitario. Il murales è stato infatti completato con il prezioso aiuto delle classi 1^ e 2^ della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Val Tagliamento di Ampezzo. I giovani studenti hanno affiancato l’artista mettendosi attivamente alla prova con bombolette e colori, scoprendo i segreti della street art e offrendo il proprio contributo operativo alla nascita dell’opera.

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Le Chiese in digitale
Un articolato lavoro di tutela, studio e valorizzazione del patrimonio religioso dell’Alta Val del Tagliamento sarà al centro dell’incontro pubblico in programma venerdì 29 maggio, alle ore 17, a Palazzo Unfer ad Ampezzo. Nel corso dell’appuntamento verranno presentati i risultati delle attività di digitalizzazione realizzate nell’ambito del progetto promosso dai Comuni di Ampezzo, Socchieve e Preone, sviluppato in sinergia con la Curia e la Soprintendenza. Un percorso volto a preservare e valorizzare il patrimonio culturale, storico, architettonico e artistico custodito nelle chiese e nelle pievi del territorio. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di digitalizzazione delle opere d’arte e al loro ruolo strategico nella conservazione e nella promozione culturale del patrimonio locale. Le nuove tecnologie rappresentano infatti uno strumento fondamentale per documentare e rendere accessibile un patrimonio diffuso di grande valore storico e identitario. L’incontro sarà, inoltre, l’occasione per approfondire il lavoro svolto sul territorio e il dialogo avviato tra istituzioni, enti di tutela e comunità locali, nell’ambito di una più ampia strategia di rigenerazione culturale delle aree montane. La partecipazione all’incontro è libera e gratuita. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto locale di rigenerazione culturale e sociale “Aghis Limpidis E Mons di Pâs – Acque Limpide e Montagne di Pace” (Investimento 2.1 Attrattività dei borghi – M1C3), finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU – CLP 2.1_Ampezzo Museodiffusoarte.

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L’intero progetto, promosso dal Comune di Ampezzo, è stato reso possibile grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr – NextGenerationEU), con il supporto del Ministero della Cultura. L’iniziativa costituisce un pilastro strategico del più ampio progetto di rigenerazione “Aghis Limpidis e Mons di Pâs”, ideato per favorire l’inclusione sociale e trasformare le aree montane meno centrali in preziosi poli di attrazione artistica internazionale. Un ruolo chiave nella concretizzazione dell’opera è stato svolto dalla collaborazione strategica con E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione. L’azienda ha infatti messo a disposizione le proprie infrastrutture sul territorio, trasformandole da semplici elementi tecnologici in vere e proprie tele d’autore. Questa sinergia tra enti locali, gestori di reti e associazioni culturali si inserisce in un virtuoso percorso di sostenibilità e decoro urbano, capace di coniugare l’innovazione tecnologica con la valorizzazione dei contesti montani e l’esperienza didattica.
L’opera “Cuers” si inserisce armonicamente nello splendido paesaggio naturale dei boschi carnici. Roberto Candotti, forte di una profonda maturità figurativa che unisce le radici del writing alla pittura classica, ha concepito insieme ai ragazzi un profondo dialogo visivo tra l’uomo e l’ambiente selvaggio circostante. I colori del murales dialogano direttamente con la vegetazione della Carnia, rievocandone miti, tradizioni e l’intrinseca sacralità della sua natura incontaminata. La complessa macchina organizzativa e progettuale è stata coordinata dal Comune di Ampezzo in stretta sinergia con l’associazione Zeroidee, i Comuni limitrofi di Preone e Socchieve, la Pro Loco di Preone e il Comitato San Francesco di Tolmezzo. Un esempio virtuoso di cooperazione intercomunale volto a preservare e tramandare l’identità montana alle future generazioni.
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In copertina e all’interno due immagini dell’inaugurazione dell’imponente murales.
