(g.l.) A Grado conclusi i rilievi programmati sul prezioso pavimento musivo del più importante Tempio cittadino, per cui fedeli e visitatori possono rientrare. «Dopo alcuni giorni di chiusura necessari per consentire verifiche e controlli all’interno di Sant’Eufemia, realizzati in collaborazione con la Soprintendenza competente, la Basilica viene ora regolarmente riaperta al culto ed alle visite»: ne dà notizia monsignor Paolo Nutarelli, sottolineando che «la Comunità cristiana di Grado è lieta di poter nuovamente accogliere fedeli, pellegrini e visitatori in uno dei luoghi più significativi della storia, della fede e dell’arte dell’Isola».

La storica Basilica patriarcale sarà aperta ogni giorno dalle ore 7.30 alle 19. Durante le celebrazioni liturgiche, le visite turistiche saranno sospese, affinché possa essere custodito il clima di raccoglimento e di preghiera proprio della liturgia. Nel desiderio di coniugare accoglienza, valorizzazione del patrimonio artistico e rispetto del luogo sacro, la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia chiede ai gruppi ed ai visitatori di entrare con discrezione, utilizzando possibilmente auricolari per le spiegazioni guidate, così da non disturbare quanti sostano in preghiera personale.
«La Basilica di Sant’Eufemia – spiega l’arciprete – non è soltanto un monumento storico o un museo: è una chiesa viva, luogo di Fede, di silenzio, di incontro con il Signore, aperta a tutti nel rispetto di tutti. Un sentito ringraziamento va alle maestranze comunali per la generosità, la disponibilità e la passione con cui hanno collaborato con la Parrocchia nella sistemazione degli arredi liturgici e degli spazi della Basilica. Un lavoro svolto con cura ed attenzione, segno concreto di quella collaborazione tra istituzioni e comunità che contribuisce a custodire e valorizzare un luogo così caro alla storia ed alla vita di Grado. La Comunità parrocchiale ringrazia quanti hanno collaborato ai controlli ed alla tutela del complesso basilicale, patrimonio condiviso dell’intera comunità gradese».
«Il pavimento musivo della Basilica – ha osservato ancora il parroco di Grado – non è solo decorazione, ma un vero racconto teologico fatto di tessere. Le grandi onde che si susseguono lungo le navate richiamano immediatamente il mare: non sono semplici motivi ornamentali, ma parlano dell’identità di Grado, città d’acqua, di pesca, di viaggio. Sono il simbolo della vita, del movimento, del cammino dell’uomo dentro la storia, spesso attraversata da inquietudini e cambiamenti, proprio come il mare. Accanto alle onde compaiono i nodi, figure intrecciate che non hanno né inizio né fine. Non sono un dettaglio casuale: sono un simbolo antichissimo, presente già nel mondo precristiano, ebraico e romano, e parlano di legame, di continuità, di unità che resiste al tempo. Nel contesto cristiano, questi nodi assumono una luce nuova: diventano segno di ciò che in Cristo è tenuto insieme per sempre».
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In copertina e all’interno due immagini del magnifico pavimento in mosaico senza i banchi che si sono dovuti rimuovere per consentire i rilievi della Soprintendenza ai beni storici e architettonici Fvg.
