di Giuseppe Longo
«Fin d’ora assicuriamo al vescovo Giampaolo la nostra vicinanza, il nostro affetto ed il ricordo nella preghiera». Con queste parole, scritte su “Insieme” il foglio parrocchiale in distribuzione oggi, anche la comunità cristiana di Grado, che si riconosce nella storica Basilica di Sant’Eufemia, porge un caloroso benvenuto al nuovo titolare della Chiesa isontina. «La Santa Sede – si legge ancora – ha annunciato giovedì 14 maggio, Festa di San Mattia Apostolo, la nomina di monsignor Giampaolo Dianin, a nuovo arcivescovo di Gorizia. La comunità cristiana dell’Arcidiocesi accoglie con gioia il nuovo Pastore, assicurando fin d’ora la preghiera perché il suo ministero sia fecondo, sapiente ed illuminato dal Vangelo». «Nel ringraziare di cuore Carlo Roberto Maria Redaelli per il ministero vissuto in mezzo alla nostra Chiesa e per il servizio generoso offerto in questi anni, affidiamo al Signore anche il nuovo incarico affidatogli dal Santo Padre, chiamandolo ad una collaborazione più diretta con la Santa Sede presso il Dicastero per il Clero», aggiunge monsignor Paolo Nutarelli che poi continua: «Come Popolo di Dio, siamo invitati ad accompagnare con la preghiera il nostro nuovo Pastore: il vescovo, infatti, è segno della presenza degli Apostoli in mezzo al suo popolo, chiamato a custodire la comunione,confermare nella Fede ed indicare il cammino del Vangelo».


«Mentre è stato lo stesso Dianin ad annunciare il suo trasferimento dal presbiterio di Chioggia, Diocesi che ha guidato dal 2022 a oggi, a Gorizia – scrive Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, che è al centro anche della festa che la Parrocchia arcipretale di Grado organizza con successo da qualche anno nel mese di giugno – è spettato all’amministratore apostolico, l’arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli, comunicare il nome del 17° successore di Carlo Michele d’Attems, primo pastore della Diocesi eretta da Benedetto XIV nel 1751. Il presule, chiamato nel gennaio scorso da Leone XIV a Roma come segretario del Dicastero per il clero, ha sottolineato di avere sempre ammirato di Dianin «la capacità di leggere con fede ed intelligenza la realtà attuale ma anche il suo coraggio nel proporre vie nuove, la sua attenzione alle persone e la sua capacità di relazione».
Giampaolo Dianin, nato a Teolo nel 1962, è stato ordinato sacerdote il 7 giugno 1987 nella Basilica di Santa Giustina a Padova: dopo avere conseguito il dottorato in Teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana, è stato insegnante di Morale sessuale e matrimoniale nella Facoltà teologica del Triveneto e di Morale fondamentale presso l’Istituto di Scienze religiose della stessa città di Sant’Antonio svolgendo il servizio pastorale contemporaneamente in diverse comunità. Assistente unitario dell’Azione Cattolica patavina sino al 2008, dal 2009 al 2021 è stato rettore del seminario maggiore di quella diocesi ricoprendo numerosi incarichi a servizio della sua Chiesa di Padova fino alla nomina a vescovo di Chioggia il 3 novembre 2021.
L’emerito monsignor Redaelli, in partenza per il Vaticano, si congederà dalla Chiesa di Gorizia domenica 5 luglio nel corso di una solenne liturgia in Cattedrale, mentre l’arcivescovo Dianin prenderà possesso della sua nuova sede nel pomeriggio di domenica 12 luglio, in occasione della solennità dei Santi Ermacora e Fortunato patroni dell’Arcidiocesi, ma anche di Grado, di Udine e della vicina Aquileia, “madre” della Chiesa friulana. L’Arcidiocesi di Gorizia e quella di Udine sono nate, infatti, nel diciottesimo secolo in seguito allo smembramento del glorioso Patriarcato di Aquileia, affidandone la guida a due arcivescovi metropoliti. Quello di Udine, in particolare, veste nelle solennità il “rosso patriarchino”, simile alla porpora cardinalizia, mentre l’abito corale del titolare della Chiesa isontina è del solito color paonazzo usato generalmente dai presuli.
«Vengo in mezzo a voi per ascoltare, conoscere, inserirmi in una storia che parte da lontano, dalla gloriosa storia civile e cristiana legata ad Aquileia e che chiede da parte mia rispetto e stima», ha scritto monsignor Giampaolo Dianin nel suo primo saluto alla Chiesa di Gorizia, appena ricevuta la nomina da parte di Leone XIV alla sede metropolitana isontina. «Non porto con me né programmi né strategie pastorali; non ho la soluzione magica di tante questioni che oggi inquietano la Chiesa e la nostra società: cercheremo insieme la volontà di Dio, un cibo buono a cui nutrirci», ha aggiunto il presule padovano in un testo dove non sono mancati passi nelle lingue slovena e friulana che caratterizzano la comunità diocesana affidatagli dal Papa. A monsignor Dianin, come riferisce La Vita Cattolica, settimanale del Friuli, sono giunte le felicitazioni dei presuli del Nordest a cominciare dal presidente della Conferenza episcopale del Triveneto Francesco Moraglia, patriarca di Venezia.
«Appresa la notizia di monsignor Giampaolo Dianin ad arcivescovo di Gorizia come successore di monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, chiamato a Roma come segretario del Dicastero per il clero, rivolgo innanzitutto un pensiero di gratitudine al vescovo Carlo per il suo ministero episcopale qui in Friuli: grazie per la sua competenza, la sua disponibilità e la condivisione. Le nostre tre Diocesi stanno condividendo da circa trent’anni il percorso di formazione dei futuri sacerdoti nel Seminario interdiocesano. A lui un augurio per la prosecuzione del suo servizio alla Chiesa universale», ha scritto in un messaggio augurale l’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba. «Sono certo – ha aggiunto -che la nomina di monsignor Giampaolo a Gorizia darà continuità a questa collaborazione: innanzitutto perché da quattro anni monsignor Dianin fa parte della Conferenza episcopale triveneta, quindi abbiamo avuto diverse occasioni di incontro e confronto su diversi temi. Inoltre, essendo stato visitatore di diversi Seminari, ha sempre dimostrato una grande attenzione alla formazione dei seminaristi, evidenziando anche una speciale sensibilità per la formazione permanente dei sacerdoti di recente ordinazione. Auguro a monsignor Giampaolo un buon inizio del suo ministero pastorale nell’Arcidiocesi di Gorizia, accompagnandolo con la preghiera e affidandolo all’intercessione dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni delle nostre Arcidiocesi».
Intanto, lunedì scorso, a Fiumicello, si è tenuto l’annunciato incontro decanale con l’amministratore apostolico uscente. Si è trattato di un momento particolarmente significativo, vissuto in questo tempo di passaggio tra il ministero di Carlo Roberto Maria Redaelli ed il nuovo arcivescovo appena nominato. In quell’occasione ogni Chiesa locale era stata invitata a mettersi in ascolto della propria realtà. E a condividere – come aveva scritto monsignor Nutarelli in vista di quell’appuntamento – «tre cose belle che raccontano la vita e la vitalità della comunità; una difficoltà che si sta attraversando; un sogno per il futuro». Aggiungendo che si sarebbe trattato di «un’opportunità concreta di confronto, di lettura del presente ed apertura fiduciosa al cammino che ci attende come Chiesa diocesana».
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In copertina, la Basilica di Sant’Eufemia a Grado; all’interno, il nuovo arcivescovo di Gorizia Giampaolo Diana con Papa Leone e l’emerito Carlo Roberto Maria Redaelli durante l’annuncio del nome del suo successore.
