(g.l.) “Mamola mi son de Gravo, Son nado pescaor. I disi che son bravo, che son lavoraor”: sono le parole con cui comincia una vecchia canzone nel tipico, suggestivo dialetto gradese, quella che si sente cantare a tutta voce in ogni festa fra amici o della città, e specialmente durante la famosa notte del “Sabo Grando”, il primo sabato di luglio che precede il tradizionale “Perdòn de Barbana” del giorno successivo. E “Mamola” hanno voluto chiamare anche la nuova imbarcazione “caorlina” appena arrivata nell’Isola del sole: un sogno che per l’associazione Grado Voga è diventato raltà. Anche perché questa non è soltanto una barca, bensì un segno concreto di passione, di tradizione custodita e rilanciata, ma soprattutto di comunità che continua a credere nei suoi legami veri. Ricordiamo che la “caorlina” – da Caorle, altra storica “regina” dell’Alto Adriatico -è una storica imbarcazione della Laguna di Venezia e quindi amata anche a Grado che della Serenissima fu progenitrice.
Ad accogliere “Mamola” nel porto mandracchio c’era anche il sindaco Giuseppe Corbatto, che ha voluto esprimere gratitudine all’associazione isolana per il contributo prezioso che offre al tessuto sociale gradese. «Un impegno – ha sottolineato il primo cittadino – che va oltre lo sport e diventa occasione di incontro, educazione e valorizzazione del territorio». Monsignor Paolo Nutarelli ha invece impartito la sua benedizione, richiamando un’immagine semplice ma potente: «Vogare sempre nella stessa direzione». Un invito che vale per chi è in barca, ma ancora di più per una comunità intera. «Remare insieme – ha osservato l’arciprete di Sant’Eufemia – significa imparare ad ascoltarsi, a rispettare i tempi degli altri, a sostenersi nelle fatiche. È una piccola scuola di vita».

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Regine di Plastica
Insicurezze adolescenziali, amicizie tossiche e alleanze imprevedibili. E, ancora, nuove amicizie, rivalità, regole non scritte e voglia di sentirsi parte di un gruppo: questi sono solo alcuni degli ingredienti di “Regine di Plastica” il nuovo musical delle Briciole d’Arte, in programma sabato 16 maggio, alle 20.30, all’auditorium “Biagio Marin” di via Marchesini a Grado. Pochissimi i posti ancora disponibili, tanta è l’attesa per questo magnifico spettacolo con ingresso gratuito (wwww.bricioledarte.it)
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A rendere ancora più significativa la giornata, la presenza a bordo – accanto ai vogatori – degli amici dell’associazione “Ciechi per caso”. Da anni, infatti, Grado Voga promuove esperienze di inclusione, dimostrando che il mare e la laguna possono diventare spazio accessibile a tutti, dove ciascuno trova il proprio posto. Particolarmente sentite le parole del presidente dell’associazione Grado Voga, Natasha Gregori, che ha voluto ringraziare le tante realtà imprenditoriali, associative e le persone singole che, «con generosità e fiducia, hanno contribuito alla realizzazione di questo sogno chiamato “Mamola”». Un grazie che racconta bene come questo progetto sia davvero «frutto di un lavoro condiviso».
Alla presentazione della nuova barca c’erano anche diverse associazioni della città lagunare, segno di una rete viva, capace di stringersi attorno a iniziative che fanno bene non solo a chi partecipa, ma all’intera comunità. E ora “Mamola” è pronta per solcare così le acque della laguna non solo come imbarcazione, ma come simbolo. «Di una tradizione che continua, di un sogno condiviso e di una comunità che sceglie di remare insieme, senza lasciare indietro nessuno», per usare ancora le parole di monsignor Nutarelli. Quando una semplice “caorlina” può diventare anche una importante scuola di vita…
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In copertina e all’interno tre immagini della festa nel porto di Grado per accogliere “Mamola”.
