Come si adatta la vita alla città? Come il cervello elabora ciò che tocchiamo, vediamo, ascoltiamo? Come si trasforma una relazione — con l’altro, con la natura, con la tecnologia — in un atto creativo? Sono le domande al centro di DiverSimili 2026, la sesta edizione del festival organizzato dall’associazione Kaleidoscienza, in programma da oggi a domenica 24 maggio a Udine, in via Brigata Re 29. Tre giorni di eventi gratuiti su prenotazione, aperti a famiglie, ragazzi e adulti, con un programma che intreccia scienza, danza, installazioni, documentari e teatro. Il festival, realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, apre nella Giornata Internazionale della Biodiversità delle Nazioni Unite: DiverSimili fa parte del programma ufficiale delle iniziative dedicate.

La natura che si adatta – Il filo conduttore scientifico del festival parte da un’osservazione semplice e sorprendente: gli esseri viventi si trasformano per sopravvivere. Lo racconta con ironia e rigore “Il merlo è diventato un rapper”, conferenza-spettacolo di G.Eco con Graziano Ciocca (in corso in sala eventi): i merli di città cantano di notte, più velocemente e a frequenze più alte di quelli di campagna. Come i piccioni più scuri, i trifogli meno velenosi, i topi più resistenti alle malattie: l’evoluzione urbana è già in corso, sotto i nostri occhi.
Il tema si allarga al paesaggio fluviale con “Restituire Spazio ai Fiumi” (domani, ore 17, sala eventi): il documentario di Roberto Pizzutti segue la vita del Tagliamento — fauna, flora e presenza umana — e affronta il nodo della gestione dei corsi d’acqua tra sicurezza, ecosistema e visione sistemica. Seguirà un dibattito con il regista.
Domenica 24 maggio due laboratori ludo-didattici di Isabella Giorgini per Editoriale Scienza portano questi temi alle famiglie: “Girotondo dell’Energia” (ore 16, area verde) esplora la rete alimentare, “Girotondo del Carbonio” (ore 17, area verde) racconta il ciclo del carbonio e il cambiamento climatico attraverso un approccio narrativo e favolistico. Venerdì 22 maggio, sempre per le scuole, Kaleidoscienza propone nel pomeriggio (ore 15–17, sala eventi) il laboratorio interattivo “Crea il tuo animale evoluto”: attraverso il gioco e la creatività, bambine e bambini immaginano un futuro possibile e progettano animali fantastici capaci di abitarlo, scoprendo in modo concreto i concetti di adattamento ed evoluzione.

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Scuola per genitori

Il Consultorio Familiare Udinese Aps ha organizzato un Open Day dedicato alla presentazione del progetto Scuola per Genitori, il percorso di gruppo pensato per mamme e papà che desiderano confrontarsi sulle dinamiche relazionali con i propri figli. L’appuntamento è fissato per questo sabato, 23 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 11.30 in via Mentana 80, Udine (zona Parco Moretti). Durante la mattinata verranno illustrati il programma e gli obiettivi del percorso, che prenderà avvio a ottobre 2026. Psicologi e psicoterapeuti del Consultorio terranno interventi tematici sulla genitorialità e sui bisogni emotivi che emergono nelle diverse fasi dello sviluppo, dall’infanzia all’adolescenza. Scuola per Genitori è uno spazio di gruppo, pensato per mamme e papà che vogliono confrontarsi sulle dinamiche relazionali che entrano in gioco nel rapporto con i propri figli, attraverso incontri pensati per approfondire la comprensione dei vissuti emotivi di bambini e ragazzi e riflettere sul proprio ruolo genitoriale alla luce delle conoscenze e delle scoperte della psicologia dell’età evolutiva. Il percorso è rivolto a tutti i genitori con figli in età evolutiva, dall’infanzia all’adolescenza, con l’obiettivo di promuovere un confronto trasversale alle diverse fasi della crescita. Le tematiche affrontate vengono definite sulla base delle esigenze e delle esperienze dei partecipanti, garantendo un approccio personalizzato che valorizza il contributo di ogni membro del gruppo. La partecipazione all’Open Day è gratuita e non vincolante. È consigliabile la prenotazione sul sito www.consultorioudinese.it. Per ulteriori informazioni: telefono 0432.509248; e-mail: info@consultorioudinese.it

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Il corpo come laboratorio – Una parte consistente del programma indaga come il cervello e corpo elaborano la relazione con il mondo esterno. “Cartografia del Gesto” di Allegra Palù (installazione video-sonora visitabile per tutta la durata del festival, area relax al primo piano) invita i visitatori ad ascoltare in cuffia un testo ritmico composto da verbi d’azione: la narrazione induce movimenti spontanei, registrati e montati in un loop continuo. Ne nasce una coreografia collettiva involontaria, mappatura visiva della relazione diretta tra linguaggio e sistema motorio.
Sullo stesso terreno si muove la seconda performance del Balletto Teatro di Torino. “Sista” (sabato 23 maggio, ore 19, con partenza da via Brigata Re 29 verso piazza Simone Veil), con coreografia di Simona Bertozzi, esplora invece il patto ancestrale della sorellanza — biologica o elettiva — come territorio comune di riconoscimento e cura.
La relazione uomo-macchina è al centro di “Materialmorphosis 2.0” (fino alle 20, presso lo spazio DesTEENazione), installazione audiovisiva interattiva dei ricercatori Giovanni Asquini, Enrico Cesarin e Giancarlo Guarrera del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, ospitata da DiverSimili in collaborazione con Ars: attraverso il movimento della mano e la chiusura degli occhi, il visitatore attiva transizioni immersive tra ambienti sonori e visivi generativi. Sempre presso DesTEENazione, domenica 24 maggio (ore 17), il laboratorio “Contatto” di Kaleidoscienza simula il percorso che l’informazione tattile compie dalle dita al cervello, distinguendo tra sensazioni emotive e non.

Arte, cura e relazione – DiverSimili allarga il concetto di relazione ben oltre il legame di coppia: la programmazione esplora l’amicizia, i legami familiari e sociali, la relazione con la malattia. “Dritto al Cuore” del Teatro della Sete (domenica 24 maggio, ore 18:30, sala eventi, 60 min): nelle case dei protagonisti la radio è accesa, sintonizzata su quella frequenza che racconta l’amore. E mentre ascoltano, le loro vite cominciano ad intrecciarsi, tra eventi inattesi e piccoli miracoli. Una colonna sonora anni ’60 attraversa lo spettacolo come un filo emotivo. Adatto a ragazzi e adulti.
“Relazione e Adattamento” (visitabile per tutta la durata del festival, sala riunioni al primo piano) espone le opere nate da un percorso di arteterapia condotto da Lucilla Anzile e FareTra con persone con malattia di Parkinson: immagini, linee e colori che raccontano il dialogo con la natura e l’adattamento a una nuova condizione di vita.
La serata di domani si chiude con “Baco” (ore 19.30, piazza Simone Veil), performance di Beatrice Foglia con Sara Ariotti, ospitata da DiverSimili in collaborazione con ARS, che dà forma danzata alla trasmissione degli impulsi cerebrali, e con il buffet accompagnato dalla performance sonora – pensata ad hoc per il festival – di Camilla Isola / millacu (ore 20, sala eventi e area verde), artista italiana residente a Bristol, tra atmosfere ambient, drone e sperimentale.

Festival che lavora tutto l’anno – Due delle installazioni in programma — “Erbacciario” e “Micro Sensore, Macro Difesa” (entrambe visitabili per tutta la durata del festival) — sono il risultato visibile di mesi di lavoro con bambine e bambini del quartiere. Nell’ambito del progetto “Venerdì da Kaleidoscienza”, giunto al terzo anno con 29 incontri tra settembre 2025 e maggio 2026 e 50 partecipanti fissi tra i 4 e i 14 anni (370 presenze totali), i ragazzi hanno raccolto e catalogato le erbacce che crescono tra i marciapiedi, e costruito microsensori per il monitoraggio in tempo reale di parametri ambientali critici — temperatura, vento, sismi, livello dell’acqua. Il festival non è solo tre giorni: è l’esito pubblico di un lavoro continuo.
“Viviamo in un momento in cui tutto cambia velocemente – afferma Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza – il clima, le relazioni, il modo in cui usiamo la tecnologia. Abbiamo voluto partire da lì: da come gli esseri viventi, noi compresi, rispondono al mondo che li circonda. L’adattamento non è solo un concetto biologico: è qualcosa che il nostro cervello fa continuamente, ogni volta che incontra l’altro, la natura, una macchina. DiverSimili quest’anno prova a rendere visibile questo processo — attraverso la danza, la scienza, l’arte, il gioco — perché crediamo che capire come ci adattiamo sia il primo passo per guardare il mondo con occhi un po’ diversi, consapevoli.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini della passata edizione.

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