(g.l.) E ora la nuova protesta civile di Emanuele Franz approda a Udine. Domani,18 luglio, tra le ore 14.15 e le 14.45, Piazza I Maggio, ospiterà un incontro pubblico con il ricercatore e studioso friulano, storico delle religioni, che sta portando avanti un’azione filosofica radicale. Da diversi giorni, infatti, il letterato moggese ha intrapreso una nuova, clamorosa azione decidendo di vivere ogni singolo momento della sua quotidianità letteralmente in ginocchio, nell’ambito del suo progetto sociale “Vivere in ginocchio 24/24”. «Questo gesto – ha aveva spiegato annunciando questa sua nuova iniziativa – nasce come risposta e provocazione di fronte all’individualismo e all’edonismo dell’uomo contemporaneo, oggi isolato nel proprio ego e incapace di genuflettersi di fronte al sacro o di piegarsi dinanzi ai propri simili».

Domani pomeriggio a Udine, supportato dai suoi assistenti, l’incontro ravvicinato con il filosofo in ginocchio nello spazio pubblico rappresenterà il momento culminante di questa sua nuova performance. Amici e interessati avranno, così, l’opportunità di parlare dal vivo con lui e di ascoltare il suo discorso conclusivo. Al centro del suo intervento, ci sarà l’importanza del “piegarsi” oggi di fronte al sacro e al mistero della vita, la riscoperta dell’empatia attraverso la prosternazione di fronte all’altro, e il valore del sapersi ridimensionare in un’epoca dominata dall’ego. Come detto, l’appuntamento è fissato alle 14.15 in Piazza I Maggio, lato del Santuario della Beata Vergine delle Grazie.
Con questa iniziativa si aggiunge, dunque, un nuovo capitolo alla vita avventurosa e piena di significati e messaggi di Emanuele Franz, che poco più di un mese fa ha vissuto anche una straordinaria esperienza in Armenia, un Paese che sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua storia recente, conteso tra furiose posizioni filo-occidentali e filorusse. Al ritorno, il filosofo di Moggio Udinese ha firmato un reportage di straordinaria e drammatica attualità.


Franz – già noto per i suoi racconti da luoghi remoti, come la traversata del deserto del Sahara e la spedizione sul confine anatolico-siriano – si è recato in una zona militarmente sensibile per incontrare il generale Serob Gasparyan, eroe di guerra, veterano del Nagorno-Karabakh e figura centrale della resistenza patriottica armena. In un clima di altissima tensione politica, il generale Gasparyan ha rilasciato un’intervista esclusiva al filosofo friulano per spiegare la forza della straordinaria identità armena. Un popolo che, nonostante sia stato storicamente perseguitato, trascinato e massacrato – vittima del drammatico genocidio del 1915 e mutilato nelle recenti guerre –, continua a resistere. «Le radici di questa incrollabile forza – spiega Franz – affondano nella profonda fede cristiana originale e in una tradizione ancestrale che oggi rappresenta una fiera barriera alla globalizzazione e allo svuotamento dei valori dell’uomo».
Il viaggio di Emanuele Franz si è articolato nei nodi nevralgici e più sacri della cristianità armena, tra cui lo spettacolare monastero rupestre di Geghard, il complesso di Khor Virap e la tomba di San Gregorio l’Illuminatore. «Questo storico materiale – annuncia, infine, lo storico delle religioni – confluirà in un documentario di prossima uscita, incentrato sul senso del Sacro e sulle origini della fede, che conterrà l’intervista integrale e senza filtri al generale Gasparyan».

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In copertina, Emanuele Franz in Armenia al confine con la Turchia e l’Iran; all’interno, in una zona con sullo sfondo il monte Ararat, l’incontro con il generale Serob Gasparyan e il confine militare di Janfida; infine, Franz in ginocchio: la nuova protesta che concluderà domani pomeriggio a Udine.

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