di Giuseppe Longo
Venerando sì, ma Vecchio non proprio così tanto, anche se la lunga, bianchissima barba poteva farcelo pensare. Aveva, infatti, 84 anni Giordano Marsiglio il volto più noto, e amato, dell’Epifania friulana, in particolare di quella festeggiata a Tarcento. Perché il suo nome e il suo caratteristico viso rimarranno nella storia di queste nostre sentite tradizioni: quella sua figura di saggio che la sera del 6 gennaio leggeva gli auspici per i futuri 359 giorni dalle colonne di fumo che si levavano dal “Pignarûl Grant” ci aveva accompagnato per una quarantina d’anni. Lo aveva fatto fino al 2025, ma poi aveva deciso di passare la mano e quest’anno lo storico personaggio era stato impersonato da un nuovo interprete – Andrea Maroè, istruttore e tree climber di sicura esperienza – che pur avendone “ereditato” cappello e palandrana, senza nulla togliere alla sua bravura e disponibilità, ne aveva però fatto avvertire l’assenza.
Marsiglio nel “suo” Museo a Tarcento.

E ora il caro Giordano se ne è andato improvvisamente, in punta di piedi, con la discrezione e la signorilità che lo hanno sempre contraddistinto, direi anzitempo. Perché, con la vita che si è notevolmente allungata, 84 anni non sono tantissimi. Ma il destino, evidentemente, ha disposto in modo diverso e ora mi piace immaginarlo, “Vecchio Venerando” per l’eternità, tra quei fumi saliti al cielo, anno dopo anno, dai falò epifanici di Coia a leggere il futuro per queste nostre contrade.
Già stabilita la data dei funerali. Le sue esequie saranno infatti celebrate sabato 13 giugno, ricorrenza di Sant’Antonio di Padova, alle 15 nella Chiesa arcipretale di Tarcento, la cittadina dove Giordano Marsiglio viveva. La notizia della sua scomparsa ha colto tutti di sorpresa e con molto dispiacere perché il defunto non era soltanto legato alle tradizioni post-natalizie del Friuli, ma soprattutto alla sua storia, anche naturalistica. Sapeva tutto sulla origine di queste nostre montagne e dei loro segreti sotterranei, a cominciare dalle Grotte di Villanova e dal vicino Abisso di Vigant, nonché dei loro “abitanti”. A Tarcento, nelle scuole di via Pascoli, era stato il “motore” principale nell’allestimento di un Museo archeologico e naturalistico che rappresenta una vera e propria “miniera” di informazioni, dalla geologia alla speleologia, fino ad arrivare a una raccolta di rettili, da lui collezionati negli anni e perfettamente conservati, che ci dicono molto dell’ambiente in cui viviamo. Ho visitato il Museo poco più di un anno fa e mi ero ripromesso di tornarci, magari con più calma, per incontrare nuovamente Giordano e ascoltare dalla sua voce tante cose preziose, utili da conoscere per sapere qualcosa di importante sul nostro passato. Ci tornerò di sicuro, ma il suo racconto e le sue sempre esaurienti spiegazioni mi mancheranno.
Tante le parole di stima e cordoglio espresse da tutto il Friuli in questa mattinata che ci ha dato la triste notizia, per prime quelle del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati. Ma anche la Chiesa udinese – come informa l’Arcidiocesi – si stringe attorno alla figlia Antonella, impiegata amministrativa di Radio Spazio e che presta servizio anche a La Vita Cattolica, il settimanale diocesano che fu diretto per tanti anni da monsignor Duilio Corgnali, il parroco ricordato pochi giorni fa all’inaugurazione dell’organo restaurato del Duomo. «Con la sicura speranza della Risurrezione, l’arcivescovo e la Chiesa udinese – conclude la nota della Curia friulana – affidano al Signore l’anima di questo fratello», esprimendo vicinanza ad Antonella, alla moglie Dorina e agli altri due figli improvvisamente privati dal volto saggio e rassicurante del loro amato Giordano. Al quale anche il Friuli dice “mandi” esprimendogli tutta la sua riconoscenza. E dalla nostra terra si leva anche il saluto dell’Associazione naturalistica friulana, di cui Marsiglio è stato sostenitore e leader: «Grazie Giordano! Ci lasci una grande eredità, hai trasmesso la tua passione per la Natura e la valorizzazione del territorio, facciamo tesoro dei tuoi insegnamenti e sarai sempre nei nostri cuori», ha scritto il suo team in un post social. E gli amici del Museum tarcentino hanno aggiunto: «Con passione ha coinvolto scuole, grandi e piccini, per avvicinarli al suo mondo, spiegando in modo semplice l’evoluzione geologica, i processi naturali e le condizioni particolari della fossilizzazione delle creature che hanno vissuto nei tempi sul nostro pianeta. Amore per la Natura in tutte le sue forme, con una speciale predilezione per i serpenti. Non di meno il suo impegno accanto alle istituzioni per far conoscere la storia e mantenere le tradizioni del suo Paese. Un doveroso grazie quindi a una persona speciale che ha dato un prezioso contributo alla comunità e alla collettività, avendo stretto relazioni a livello internazionale con cui ha condiviso passioni e ricevuto sempre apprezzamenti di stima». Aggiungendo che il Museo di storia naturale di Tarcento è «unico in Europa con un’ampia e specifica collezione di trilobiti e fossili dal mondo» e che la sua è stata «una vita dedicata alla divulgazione in diversi ambiti dall’ambiente alla geologia, dalla speleologia alla paleontologia, dall’archeologia alla storia, in particolare locale, al fine di valorizzare il territorio del Friuli».

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In copertina, Giordano Marsiglio davanti al “Pignarûl Grant” di Coia; qui sopra, tra le sue montagne in una foto postata dall’Associazione naturalistica friulana.
