Ottant’anni di storia, una parlata tipica che appartiene con orgoglio a Grado e tante voci per continuare a raccontare l’Isola del sole. Ieri sera, al Palazzo dei Congressi, il 58° Festival della Canzone Gradese ha celebrato una tradizione nata nel lontano 1946, all’indomani della seconda guerra mondiale, capace di unire tante generazioni attraverso la musica e il dialetto isolano. Tanta musica dal vivo, molto applaudita, con l’orchestra del Festival diretta dal maestro Marco Ballaben. A conquistare il primo posto sono stati Elia Longo ed Emanuele Lorenzutti con “Sercarè’”, brano firmato assieme al gemello Simone Lorenzutti. Giovanissimi e al loro secondo Festival portano a casa un successo legittimato, oltre che dal voto in sala, anche dagli applausi a scena aperta, “Sercarè” vince, dunque, la 58ma edizione del Festival della Canzone Gradese: il brano è stato scritto da Elia Longo, Emanuele e Simone Lorenzutti e interpretato dal primo e dal secondo. La canzone ha ottenuto 317 punti. Al secondo posto con 294 punti “Un batito de felissitae” di Andrea Felluga (parole) e Paride Bertogna e Andrea Felluga (musica) cantata da Debora Civita e Andrea Felluga. Terzo posto per “Ristie de recordi” con parole di Alessandro Marchesan e musica di Emanuel Olivotto interpretata dallo stesso Emanuel Olivotto.

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Ecco il testo vittorioso
“Sercarè” ha vinto, dunque, la 58ma edizione del Festival della Canzone Gradese. Gli autori si chiedono dove si possono trovare le istruzioni su come vivere, forse su Google Chrome? ma: “… sercarè un senso a duti i mie perché / ma za sé che falirè”. E’ questa la sintesi della canzone scritta da Elia Longo, Emanuele e Simone Lorenzutti. Il brano inizia col raccontare come è nata: diversi tentativi iniziali ma «… ogni volta finimo a bêve e magnâ». E poi vari racconti con la conclusione che non tutto è scontato: «…resto qua in equilibrio sora ‘l mar / como’ se ‘l tenpo me podessa spetâ / comò se ‘l tempo se podessa fermâ».
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La Conchiglia d’Oro è andata, invece, a “Bepy Funky” di Andrea Barzellato, interpretata dal coro dei giovanissimi diretto dalla maestra Patrizia Dri, mentre “Aleghe” di Riccardo Gordini, cantata da Beatrice e Sara Peroni, ha ricevuto il Premio della Cooperativa Pescatori. Il premio Qualità 2026, quest’anno intitolato a Velerio Pastoricchio, è stato quindi assegnato dalla speciale giuria a “Un battito de Felissità” cantato da Deborah Civita assieme a Andrea Felluga che firma il brano assieme a Paride Bertogna. “Un plauso a tutti gli autori, agli interpreti, ai musicisti e ai giovani coristi, e un grazie all’associazione Quelli del Festival della Canzone Gradese, ai volontari e a quanti continuano a custodire e rinnovare questo patrimonio della nostra isola”, ha detto il sindaco Giuseppe Corbatto, commentando la riuscita del concorso prima di consegnare il premio. Ricordati gli 80 anni di festival, in un viaggio tra ricordi e canzoni. Tra gli ospiti della seconda parte le voci di Arty Romanello Mattia Marchesan, eccellente interprete delle canzoni gradesi, Filippo Fabris e Mattia Troian; l’elegante voce di Eleonora Franzin e Michele Lugnan. Un passaggio a ricordare, oltre a Valerio Pastoricchio, anche Giovanni Marchesan “Stiata”. Personaggi che hanno contribuito a segnare la storia del festival e che da poco ci hanno lasciato. Sul palco anche alcune chitarre iconiche che hanno raccontato il festival: quella del papà del Festival Giacometto Zuberti, di Sebastiano Seba Corbatto, Ivan Regolin e Samuel Gregori. Un festival, insomma, che profuma di rinnovamento ad ottant’anni compiuti, anzi suonati: 1946-2026. E ora arrivederci al 2027!
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In copertina, Elia Longo al centro con i gemelli Lorenzutti; all’interno, i due cantanti vittoriosi e la premiazione.
