(g.l.) Doppio appuntamento con la storia antica di Grado tra oggi e domani, sia dal punto di vista teatrale che religioso. Questo pomeriggio, infatti, il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico ospiterà lo spettacolo esperienziale “Anche le statue parlano”, un format che trasforma millenni di navigazioni, rotte commerciali e naufragi in un’avventura coinvolgente per il pubblico. L’evento – che viene proposto per la prima volta nell’Isola del sole, dopo le bellissime esperienze anche nella vicina Aquileia – rappresenta un’occasione imperdibile per scoprire le collezioni del Museo, la cui recente apertura al pubblico restituisce alla comunità e ai visitatori un patrimonio inestimabile della storia e dell’archeologia adriatica. Al centro del percorso narrativo ci saranno le straordinarie testimonianze legate al naufragio della Julia Felix, l’imbarcazione romana rinvenuta proprio nel mare di Grado ormai tanti anni fa, il cui carico e i cui reperti tornano a nuova vita. Attraverso oggetti custoditi per secoli nei fondali, voci recitanti e sottolineature musicali, l’archeologia subacquea rivelerà così tutto il suo fascino intatto. Tra le sale del museo si muoveranno gli attori Caterina Bernardi e Gilberto Innocenti, che hanno curato anche la regia dello spettacolo, accompagnati dalle note e dalla voce del cantautore Edoardo De Angelis, autore di tutti i testi del progetto, del quale è anche l’appassionato ideatore. Tre gli orari delle rappresentazioni: 14.30, 15.45 e 17. “Anche le statue parlano” è un progetto ideato e prodotto da Ac CulturArti, realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in partenariato con il Museo Storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia.

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Protezione civile, nuova sede

L’Amministrazione comunale di Grado ha reso noto che domani mattina, 8 novembre, si terrà la cerimonia di inizio lavori e posa della prima pietra della nuova sede della Protezione Civile in Riva Grandi Navigatori 1, all’Isola della Schiusa. Con il sindaco Giuseppe Corbatto, interverranno il  coordinatore locale della Protezione civile di Grado Davide Pezzetta, il direttore dei lavori, Alessandro Santarossa, socio fondatore della Corde Architetti, e l’assessore regionale alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi.

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Domani, invece, la comunità cristiana dell’Isola – assieme anche a numerosi ospiti che ancora la frequentano –  festeggerà la Dedicazione della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, con la Messa solenne che sarà celebrata alle 10 con l’accompagnamento della Corale orchestrale “Santa Cecilia” diretta da Anello Boemo. «Sotto il tappeto rosso, all’ingresso della Basilica, si trova un’antica iscrizione musiva che ricorda la dedicazione del tempio, avvenuta il 3 novembre dell’anno 579», riferisce monsignor Paolo Nutarelli che poi aggiunge: «Le parole, ancora oggi leggibili nel mosaico, raccontano la rinascita di una casa di Dio resa splendida dalla cura e dalla Fede del vescovo Elia: “Atria quae cernis vario formata decore, squalida sub picto caelatur marmore tellus… haec sunt tecta pio semper devota timori”. Ovvero: “Il complesso che tu ammiri, splendido nei vari elementi di bellezza, già il lungo tempo aveva offuscato per decrepitezza di vetustà… Ecco le vecchie strutture cedere il posto alla magnificenza delle nuove per la premurosa opera del beatissimo presule Elia. Questo è il tempio sempre sacro al timor di Dio”». Riferendosi alla preziosità storico-artistica della Chiesa, l’arciprete ha osservato che è «certamente una bellezza che affascina, che racconta la storia e che merita di essere custodita e tramandata. Ma c’è una bellezza ancora più grande: quella di una Comunità che, da quasi quindici secoli, continua a riconoscere in questo luogo la propria casa spirituale. La Basilica non è soltanto un monumento da ammirare, ma una casa da abitare. È il luogo dove generazioni di donne e uomini hanno pregato, gioito, pianto, celebrato la vita ed affidato a Dio le proprie speranze. Qui sono stati accolti bambini nel Battesimo, si sono celebrate promesse d’amore, si è trovato conforto nel dolore e si è annunciata la speranza della Risurrezione».

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In copertina, il centro storico di Grado con la Basilica di Sant’Eufemia dove proseguono i lavori di restauro al campanile; all’interno, i preziosi resti della Julia Felix e la meravigliosa aula della Chiesa patriarcale.

 

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