A 51 anni dalla tragica morte dell’intellettuale a poeta, ieri, 2 novembre, Casarsa della Delizia ha ricordato Pier Paolo Pasolini sulla sua tomba in cimitero, con una cerimonia organizzata dal Comune in collaborazione con il Centro studi a lui dedicato. Sono intervenuti in rappresentanza dell’Amministrazione comunale l’assessore Paola Zia, per il Centro studi il presidente Marco Salvadori e per la Regione Fvg il consigliere Markus Maurmair. Alla cerimonia anche i rappresentanti dei Comuni limitrofi come San Vito al Tagliamento con l’assessore Mauro Defend e Sesto al Reghena con il consigliere comunale Riccardo Pasqualis. Presenti pure numerosi esponenti della società civile e il maestro Elio Ciol, che di Pasolini fu amico. Dopo aver deposto sulla tomba un mazzo di fiori, l’assessore Zia, portando il saluto del sindaco Claudio Colussi, ha ricordato come “Pasolini sia una figura che, a oltre 50 anni dalla sua scomparsa, desta ancora dibattito e discussione nel mondo della letteratura, del cinema, dell’arte e della polemica politica” e che l’Amministrazione comunale attuale come le precedenti “abbia voluto dare sempre uno spazio centrale nell’ambito culturale alla sua figura, non solo per il legame affettivo che unisce Pasolini alla nostra città, per i suoi legami familiari ed i suoi ricordi con il nostro territorio, ma anche per ciò che rappresenta ancora oggi più che mai a livello nazionale e internazionale”. Nel contesto sono state, quindi, ricordate la proficua collaborazione con il Centro studi e la valorizzazione della memoria pasoliniana con l’acquisto del Casel di Versutta, luogo a lui molto caro, e i lavori di recupero della Loggia di San Giovanni dove visse la sua attività politica esponendo i celebri manifesti. Appena concluso, inoltre, il progetto dei murales con temi pasoliniani, altra iniziativa di valorizzazione del territorio ricordando la sua figura.

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Nuove indagini sul delitto
C’è un nuovo testimone nella vicenda legata all’omicidio di Pier Paolo Pasolini, ucciso nella notte tra l’1 e il 2 di novembre del 1975 ad Ostia, esattamente 51 anni fa. Un testimone che “potrebbe fornire” elementi utili per chiarire il contesto in cui è maturata la tragica aggressione allo scrittore avvenuta all’idroscalo del quartiere di Roma che affaccia sul mare. Su questo si basa l’integrazione all’istanza presentata dall’avvocato Stefano Maccioni e che ha portato la Procura ad aprire una nuova indagine affidata alla pm Silvia Santucci. A novembre dell’anno scorso era finita all’attenzione dei magistrati di piazzale Clodio una nuova istanza di riapertura, dopo quelle respinte nel 2016 e nel 2023, in base “a nuovi elementi emersi anche dalla visione delle immagini fornite dalla Rai del telegiornale dell’epoca ma soprattutto fondata sulla elaborazione dei dati finora raccolti che devono necessariamente essere letti unitariamente e che conducono ad un’unica conclusione: Pelosi non era con certezza da solo la sera dell’omicidio quindi è fondamentale accertare chi fosse con lui quella sera”. Nella integrazione di maggio ci sono “elementi di novità” in base ai quali, spiega Maccioni, la Procura potrebbe “finalmente fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando e nel contempo invitiamo tutte quelle persone che fino ad oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare”. (Agenzia Ansa)
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“Non siamo qui soltanto per commemorare la tragica morte di Pier Paolo, per quanto il dolore e lo sgomento di quella notte continuino a interrogarci. Siamo qui soprattutto per ricordare quanto la sua parola sia ancora viva, quanto il suo pensiero continui a essere presente e capace di attraversare il nostro tempo”, ha aggiunto il presidente del Centro studi Salvadori, sottolineando che “Pasolini non è una figura consegnata alla memoria, né un autore da celebrare soltanto attraverso le ricorrenze. È una voce che continua a provocare, a mettere in discussione le nostre certezze, a leggere le trasformazioni della società, a denunciare le sue contraddizioni”. Salvadori ha ricordato come questi siano giorni intensi con diverse iniziative del Centro studi dedicate anche ai giovani: Academiuta Pasolini (4-5 novembre), Pasolini e il Novecento (6-7 novembre) fino ad arrivare al progetto “Pasolini tutto è poesia” per Pordenone 2027 Capitale Italiana della cultura. Infine, Maurmair ha ricordato “il recente successo della rappresentazione teatrale pasoliniana Turcs tal Friùl, segno ulteriore di come Pasolini sia un intellettuale importante per la regione” invitando anche alla presentazione del nuovo progetto dell’Ambito territoriale culturale integrato – dedicato al poeta e che metterà in rete tutte le realtà a lui collegate – giovedì 5 novembre a Pordenone.
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In copertina, la tomba di Pier Paolo Pasolini nel cimitero di Casarsa della Delizia; all’interno, due momenti dell’omaggio alla memoria del poeta.
