di Martina Campagnolo
C’erano luoghi che, molto prima dell’avvento dei social network e della comunicazione digitale,rappresentavano il cuore pulsante della vita di un paese. In Friuli, uno di questi era il lavatoio pubblico. Non un semplice spazio destinato al bucato, ma un autentico punto d’incontro dove le donne si ritrovavano quotidianamente, condividendo lavoro, racconti, consigli e frammenti di vita. A questa realtà, che appartiene alla memoria collettiva di intere generazioni, il Comune di Martignacco dedica la serata-evento “Le Lavandaie – Donne, memoria e comunità”, in programma mercoledì 4 novembre, alle ore 20.30, nella Sala Caduti di Nassiriya di via Delser. L’ingresso è libero.
L’iniziativa, promossa nell’ambito delle politiche per le Pari Opportunità e del progetto “Rispetto è Cultura: insieme per la parità per prevenire la violenza di genere”, propone un viaggio tra narrazione e musica per riscoprire il ruolo che le donne hanno avuto nella costruzione dell’identità delle comunità locali. A guidare il pubblico saranno la voce narrante di Flavia Valoppi e le atmosfere evocative create dall’arpa celtica di Luigina Feruglio, in un intreccio di storie, ricordi e tradizioni che riportano alla luce una parte significativa del patrimonio culturale friulano. Per molti decenni il lavatoio è stato uno degli spazi più vivi della socialità paesana. Qui le donne svolgevano una delle attività domestiche più impegnative, ma allo stesso tempo costruivano relazioni, trasmettevano saperi e contribuivano a mantenere viva la memoria della comunità. Le più anziane insegnavano alle giovani usanze, valori e comportamenti, mentre notizie, vicende familiari e racconti del territorio passavano di voce in voce, trasformando il lavatoio in una vera e propria piazza al femminile.
La modernità ha senza dubbio alleggerito molte delle fatiche che caratterizzavano la vita quotidiana di allora, ma ha anche cancellato alcuni luoghi simbolici della condivisione e dell’incontro. Recuperare la memoria delle lavandaie significa quindi non soltanto rendere omaggio al lavoro e alla resilienza delle donne del passato, ma anche riflettere sul valore delle relazioni umane e del senso di comunità che quegli spazi riuscivano a generare. Attraverso il linguaggio universale della musica e la forza del racconto, la serata offrirà l’occasione di guardare alla storia locale con occhi nuovi, riconoscendo il contributo spesso silenzioso ma fondamentale delle donne alla vita sociale, culturale e civile dei paesi friulani. Un patrimonio di esperienze che continua ancora oggi a trasmettere un messaggio attuale di partecipazione, solidarietà e condivisione.
Come detto, l’ingresso è libero e l’evento è aperto a tutta la cittadinanza. La sala Caduti di Nassiriya è accessibile anche alle persone con mobilità ridotta.

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In copertina, una bella inmagine storica di donne friulane al lavoro al lavatoio pubblico.
