di Giuseppe Longo

«Il Gresp porta a compimento un lungo e importante viaggio estivo. E dietro queste attività c’è un grande impegno educativo, reso possibile dalla capacità di collaborare e di fare rete»: lo ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli ieri sera, a Grado, durante la grande e bellissima festa che ha concluso il Gresp che per la quarta volta ha messo a segno i suoi obiettivi con successo. Il parroco ha, infatti, ricordato che ill percorso educativo era iniziato con i centri estivi della scuola dell’infanzia parrocchiale, proseguito con i campi per i ragazzi a Fusine, il campo di Reparto e le Vacanze di Branco degli scout, nonché con lo Spes Morning (novità dell’estate 2026) e le tante altre proposte che hanno accompagnato bambini, adolescenti e famiglie durante i mesi più caldi.


“Grande Estate Spes”, quarta edizione, dunque. Nelle ultime due settimane ha coinvolto ben 137 bambini e ragazzi, accompagnati da una squadra di 30 bravissimi animatori. La serata finale a Città Giardino è iniziata con la celebrazione della Messa nella Chiesa di San Crisogono, momento di ringraziamento per il cammino vissuto. La festa è poi proseguita negli spazi del Ricreatorio Spes con la cena comunitaria, lo spettacolo preparato dai ragazzi, le premiazioni e il saluto alle famiglie. Don Nutarelli ha pertanto rivolto un ringraziamento particolare agli animatori: adolescenti, giovani e universitari che hanno scelto di mettersi al servizio dei più piccoli. «La loro presenza non è scontata», ha sottolineato il sacerdote. Molti di loro, durante l’estate, conciliano il lavoro stagionale nei pomeriggi e nelle sere con il servizio gratuito svolto al Gresp fin dal mattino. E con il sorriso il parroco ha aggiunto: «Gli animatori, come tutti noi, non sono perfetti, ma sono meravigliosamente belli e veri. Si sono messi in gioco con la loro età, la loro energia, la loro creatività e anche con le loro fragilità. Senza di loro il Gresp semplicemente non potrebbe esistere». Il secondo passaggio dell’arciprete di Grado ha riguardato la responsabilità della comunità. «Non possiamo limitarci a delegare. I sacerdoti sono di passaggio – ha sottolineato -, mentre la comunità resta. Dobbiamo crescere nel senso di appartenenza, imparando a metterci in gioco e a offrire ciascuno il proprio contributo». Un invito rivolto, pertanto, agli adulti, alle famiglie e agli stessi ragazzi, «perché un’esperienza educativa – ha aggiunto – non può poggiare soltanto sul prete o su poche persone, ma ha bisogno della partecipazione di tutti». Infine, l’attenzione del parroco è stata rivolta al Ricreatorio: «Lo Spes – ha osservato – è e deve diventare sempre più un punto di riferimento. Non basta sistemare gli ambienti o rinnovare le strutture: dobbiamo sentirlo davvero come “casa nostra”, prendercene cura e renderlo ogni giorno più vivo e accogliente». Un impegno che si ispira allo stile di San Giovanni Bosco: stare accanto ai giovani, credere nelle loro possibilità e far sentire ciascuno accolto e amato.

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Messe di nuovo in rete

(g.l.) Sta progressivamente tornando alla normalità la vita all’interno della Basilica patriarcale di Grado, dopo i danni subiti a causa del recente temporale. La Parrocchia ha infatti informato che, dopo la riattivazione degli orologi del campanile, è ripreso anche lo streaming da Sant’Eufemia con la trasmissione dei riti attraverso la rete. «Un servizio particolarmente prezioso per gli ammalati, gli anziani e per quanti sono costretti a rimanere a casa, che potranno nuovamente seguire le celebrazioni in diretta», sottolinea monsignor Paolo Nutarelli che rivolge «un grazie alla Piciemme di Monfalcone, che ha ripristinato il collegamento streaming e sistemato il Pos della Basilica». Aggiungendo poi: «Grazie anche alla ditta Comin che ha già ripristinato l’orologio del campanile e sta provvedendo alla sistemazione dell’amplificazione delle campane».

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La festa conclusiva di ieri sera era stata preceduta da una bellissima uscita in motoscafo a Barbana, definita “l’Isola del Tesoro”. «E proprio a Barbana – ha affermato, infatti, don Paolo – abbiamo scoperto qual era il vero tesoro cercato in queste due settimane: non i dobloni, non l’oro, ma ciò che rende bella e piena la nostra vita: l’amicizia, lo stare insieme, la gioia, il servizio, la capacità di aiutarsi e di sentirsi parte di una grande ciurma. Ai piedi della Madonna di Barbana abbiamo voluto soprattutto dire “grazie” per questi giorni meravigliosi vissuti insieme». Un grazie di cuore è pertanto andato ai motoscafisti, ai Monaci di Barbana per l’accoglienza, alla Polizia Locale che ha accompagnato e reso sicura la “biciclettata” verso l’imbarcadero all’Isola della Schiusa e a tutte le persone che, in tanti modi, hanno reso possibile anche questa splendida uscita. Ma in generale, nell’avventura Gresp, sono state numerose anche le realtà del territorio coinvolte: dalle associazioni sportive agli operatori dei corsi di baseball, bocce, rugby, pallavolo, calcio, tennis, golf, canoa, voga, pesca e attività subacquee, Sup, surf, scacchi, karate e ping-pong. A queste si sono aggiunti i radioamatori e le tante persone che hanno messo a disposizione tempo, capacità e passione. Fondamentale anche il lavoro dei volontari della cucina e la vicinanza concreta degli sponsor: la Git che ha regalato anche l’accesso al Parco acquatico, gli stabilimenti balnerari Bora bora ed il Piper, i supermercati A&O e la ferramenta Papotto.
Il Gresp non è stato dunque soltanto un centro estivo, ma un’esperienza di comunità nella quale i numeri hanno assunto i volti dei bambini, degli animatori, dei volontari, delle famiglie e delle tante associazioni coinvolte. Insomma, la quarta edizione si è appena conclusa, ma allo Spes si guarda già avanti: l’avventura del Gresp 2027 è, idealmente, già cominciata.

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In copertina, la Messa dell’altro giorno a Barbana; all’interno, un foltissimo gruppo di bambini e ragazzi con in primo piano don Paolo Nutarelli, due immagini della festa di ieri sera e la partenza dei motoscafi per l’isoletta mariana.

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