(g.l.) Con l’arrivo di agosto, la rassegna Libri & Autori a Grado si avvia verso le sue ultime battute. E come annunciato, all’inizio del mese si concede una pausa teatrale che avrà quale protagonista un volto molto noto e apprezzato nell’Isola del sole, quello di Tullio Svettini. Domani, 4 agosto, alle 21.15 (ingresso libero), al Velarium sede dei vari incontri letterari – l’ultimo dei quali è stato con Eliana Liotta – ci sarà una serata di teatro sotto le stelle. E allora proprio Tullio Svettini e l’Associazione Grado Teatro – fondata dallo stesso attore esule (è nato a Rovigno nel 1941, quando l’Istria era ancora italiana), porteranno in scena lo spettacolo dal titolo “Le Bagnine: ironia, dialetto, memoria della spiaggia gradese”. Lo spettacolo racconta la storia delle donne addette alle sabbiature curative, le cui mani hanno dato vita al turismo balneare di Grado. Un tuffo nella memoria tra sabbia, mare e antichi mestieri femminili. La rappresentazione è stata ideata dallo stesso Tullio Svettini ed è diretta da Giorgio Amodeo.
Tullio Svettini

Il lavoro teatrale riporta alla seconda metà dell’Ottocento, quando i medici riconobbero i benefici delle cure marine: a quell’epoca Grado apparteneva all’Impero austro-ungarico, al quale si deve l’avvio della politica turistica dell’Isola. «Le spiagge attrezzate – si legge in una nota dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – iniziarono ad accogliere ospiti provenienti da tutta Europa. Erano luoghi di cura e di incontro, frequentati prima da pochi privilegiati e poi da un pubblico sempre più ampio fino al boom degli anni Sessanta. In questo scenario a Grado (GO) si afferma il lavoro delle bagnine. Donne che vivevano tra mare e arenile, attente alle esigenze degli ospiti. Montavano tende e ombrelloni, li orientavano per proteggere dal sole, assistevano i bagnanti durante le cure di sabbia allora molto diffuse per i dolori articolari. Attraverso le canzoni che hanno segnato le estati del dopoguerra, lo spettacolo restituisce atmosfera e memoria di un mestiere faticoso che ha accompagnato la crescita delle attività balneari dell’Isola del Sole».
