di Giuseppe Longo
Compie cinquant’anni il pellegrinaggio del popolo friulano all’amato Santuario della Madonna di Castelmonte, voluto dall’indimenticabile arcivescovo Afredo Battisti all’indomani di quel 6 maggio 1976, quando il terremoto devastò il Friuli. Così oggi, 8 settembre, ricorrenza della Natività di Maria, la Chiesa udinese sale sulla sacra montagna del Comune di Prepotto, guidata dall’arcivescovo Riccardo Lamba che continua la bellissima tradizione portata sempre avanti anche dai successori di monsignor Battisti: Pietro Brollo e Andrea Bruno Mazzocato. Sarà un’occasione, come sottolinea la Diocesi udinese, per ritrovare la «segnaletica stradale della vita» – usando le parole dello stesso monsignor Battisti – e per ricordare le vittime del sisma, nonché per esprimere gratitudine a chi ha consentito una rapida e mirabile ricostruzione – divenuta a tutti nota come “modello Friuli” -, ma anche un momento per affidare alla “Madone di Mont” la vita della comunità friulana. Per quanti saliranno a piedi recitando il Rosario e le Litanie l’appuntamento è alle 14.30 a Carraria di Cividale, quindi la Messa solenne nel piazzale del Santuario sarà celebrata alle 17. Il rito sarà trasmesso in diretta su Radio Spazio.
«È un pellegrinaggio anche la nostra vita. Lungo il cammino sono disseminati quadri gaudiosi, gloriosi e dolorosi: lutti, disgrazie, insuccessi, delusioni, fallimenti. Il terremoto è un terribile mistero doloroso. Pregando e confrontando i fatti colla Parola di Dio, possono diventare “misteri luminosi” che attuano nella nostra vita il disegno del Signore», disse monsignor Battisti rivolgendosi ai friulani che l’8 settembre 1976 salirono in massa a Castelmonte per il primo pellegrinaggio di affidamento alla “Madone di Mont”, promosso dallo stesso Arcivescovo poco più di tre mesi dopo la devastante scossa del 6 maggio. «La memoria di quell’evento – ha affermato il suo attuale successore, monsignor Riccardo Lamba – ci sta invitando anche a riflettere su come le nostre comunità cristiane siano chiamate oggi ad annunciare il Vangelo alle nuove generazioni e a coloro che, da diverse parti dell’Italia e del mondo, sono venuti a vivere in questa nostra regione».
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In copertina, l’arcivescovo Alfredo Battisti mentre l’8 settembre 1976 sale a piedi a Castelmonte durante il primo pellegrinaggio diocesano da lui stesso voluto dopo il terremoto.
