(g.l.) Tra i verdissimi prati a nord di Zompitta, a due passi dal ponte sul Torre, c’è una chiesetta campestre che tutti conoscono, se non altro per passarci più o meno spesso davanti. È dedicata a Sant’Agnese, la martire tredicenne, uccisa durante la persecuzione contro i Cristiani scatenata da Diocleziano, che è stata raffigurata anche dalla mano inconfondibile di Tita Gori, il pittore di Nimis la cui opera principale oggi è conservata nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, essendo andata distrutta, dopo il terremoto di cinquant’anni fa, la comparrocchiale di Santo Stefano in Centa che offriva allo sguardo e alla contemplazione un ciclo di affreschi ancora più ampio.



Quella di cui stiamo parlando è un’opera fortunatamente “ritrovata” che non reca alcuna firma, ma come è emerso durante un suggestivo incontro serale, proprio dinanzi alla chiesetta sui prati di Grandens, è facilmente attribuibile a Tita Gori che Nimis aveva ricordato un paio di anni fa nella stessa Chiesa Matrice con una bellissima mostra di quadri a olio. A parlare della sua opera è stata la reanese Nelly Drusin che ha presentato un’ampia e documentata relazione, facendo riferimento anche ad altre raffigurazioni di Sant’Agnese, come quella conservata nella chiesa di Platischis, in Comune di Taipana. Molti sono infatti i paesi friulani che custodiscono opere dell’artista “preraffaellita”, ma tracce significative della sua arte si riscontrano anche nella vicina Slovenia, per l’esattezza a Bovec – Plezzo in italiano -, la bella località turistica ai piedi del Canin. L’esperta ha dunque concluso che, confrontandola anche con altre opere, la Sant’Agnese “ritrovata” è sicuramente attribuibile a Tita Gori.
In molti del Rojale ma anche di Nimis – in quanto la chiesetta di Grandens storicamente faceva capo alla loro storica Pieve che era fra le più importanti dell’Arcidiaconato Superiore del Patriarcato di Aquileia – hanno voluto partecipare alla splendida serata culturale, accolti dal saluto del sindaco di Reana, Anna Zossi, mentre la Regione Fvg era rappresentata dal consigliere Edi Morandini. E il folto pubblico è stato entusiasta per aver assistito a una vera e propria conferenza sull’arte di Tita Gori, il pittore nimense la cui mano si ritrova anche nella Chiesa di San Giuseppe, a Qualso Nuovo, nel Duomo di Tarcento, nelle Chiese di Cergneu e Monteprato, oltre che nel vicino Santuario di Madonna delle Pianelle, molto caro anche alle popolazioni del Rojale, dove c’è una pala in affresco della Sacra Famiglia.

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In copertina e all’interno alcune immagini della presentazione dell’opera di Tita Gori da parte dell’esperta Nelly Brusin sul prato dinanzi alla chiesetta di Sant’Agnese in Grandens a Zompitta.
(Fotografie di Severo Lauzana)
