(g.l.) Anche Grado renderà omaggio alle mille vittime del terremoto del Friuli nel suo cinquantesimo anniversario, ricordando nel contempo anche i grandi risultati raggiunti con una ricostruzione esemplare diventata famosa nel mondo come “modello Friuli”. E lo farà domani, 16 giugno, nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia con un concerto di musica sacra (ore 21, ingresso libero) che avrà quale protagonista il Gruppo polifonico “Claudio Monteverdi” di Ruda che presenterà il progetto “Terra Tremuit”, a ricordo proprio del sisma che il 6 maggio 1976, e poi con le repliche del settembre successivo, devastò soprattutto i paesi a nord di Udine, con la sua massima potenza dispiegata nel Gemonese, nel Tarcentino e nella zona Collinare.
Un particolare molto interessante: anche il coro celebra mezzo secolo di vita. «Questo – sottolineano infatti i suoi dirigenti – è un anno importante per la nostra associazione: 50 anni fa un gruppo di appassionati coristi seguiva il maestro Orlando Dipiazza e fondava il coro che in un’intensa ed ininterrotta attività ha eseguito quasi 1000 concerti, in Italia e all’estero, dall’Unione Sovietica agli Stati Uniti, e sviluppato innumerevoli progetti di musica corale sacra e profana con massima professionalità». E il gruppo vocale, con l’orgoglio di avere raggiunto questi prestigiosi risultati, ha realizzato anche un nuovo logo che accompagnerà i progetti di quest’anno.
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Dalla Carnia a Barbana

E ieri dalla carnica Paluzza è scesa nella Laguna di Grado la famosa Corale “Teresina Unfer” che, con la direzione di Dario Scrignaro, ha cantato nel Santuario della Madonna di Barbana, presentando un programma molto apprezzato.
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«Il Gruppo Polifonico “Claudio Monteverdi” – si legge in un profilo del coro, attualmente diretto da Barbara Di Bert – è un associazione culturale senza scopo di lucro costituita nel 1976 e composta da circa 30 voci maschili. L’ampio repertorio che il gruppo Polifonico Monteverdi propone con continuità in Italia e all’estero è costituito prevalentemente da musica polifonica sacra e profana. Tra queste opere figurano composizioni del Cinquecento e del periodo Barocco di Palestrina, di Da Victoria, Gallus, Viadana, Hassler, Monteverdi. Tra gli autori romantici possiamo invece trovare nomi quali: Schubert, Schumann, Sibelius, Rossini. Per quanto riguarda invece la polifonia moderna: Poulenc, Kodaly, Bardos, Pizzetti, Orff, nonché Miskinis, Busto, Dipiazza, Quaggiato e Rustja. In particolare, in occasione dei 30 anni di fondazione dell’Associazione, il maestro Dipiazza, ha scritto, dedicandola al Coro, l’opera Veni Creator, poi eseguita in prima assoluta presso la chiesa di Santo Stefano a Ruda, usuale scenario per il concerto di fine anno, con il quale il coro conclude solitamente l’attività della propria stagione musicale ogni 8 dicembre, davanti al pubblico di casa».
«Dal 2003 – prosegue la nota informativa – il Gruppo Polifonico “Claudio Monteverdi” è stato riconosciuto dall’Assessorato Regionale Istruzione e Cultura della Regionale Friuli – Venezia Giulia quale “Organismo culturale di interesse regionale” ed inoltre sono state pubblicate foto e recensioni sull’Enciclopedia Monografica del Friuli-Venezia Giulia. Orgoglioso della cultura musicale e delle tradizioni a cui appartiene, il Coro cerca di non trascurare il canto popolare e le tradizioni canore tipiche della regione, presentando spesso, brani di autori autoctoni di musica e di testo in lingua o dialetti. Cavallo di battaglia del Coro è l’opera cinquecentesca di Francesco Corteccia (1502-1571) “Passione di Christo Secondo Giovanni” per coro, soli e voce recitante, della quale si contano più di 150 esecuzioni in Italia ed all’estero».

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In copertina, alcuni coristi del Gruppo polifonico “Claudio Monteverdi” al Castello di Susans, a Maiano, durante un applauditissimo concerto a fine maggio.
