di Giuseppe Longo

GRADO – “In nome de Dio, avanti!”: è l’esortazione che, a tutta voce, fa staccare la barca ammiraglia dal molo per portare al Santuario di Barbana la statua della Madonna degli Angeli al fine di sciogliere ancora una volta quel voto come avviene ininterrottamente dal 1237. Un grido rituale che domenica mattina, tra due ali di folla, ha udito per l’ultima volta l’arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli. Quella, del “Perdòn di Barbana”, era l’ultima sua uscita nel territorio diocesano, prima del saluto ufficiale alla Chiesa di Gorizia rivolto la sera stessa durante la Messa solenne che il presule ha celebrato nel Duomo cittadino. Domenica prossima, infatti, s’insedierà sulla Cattedra dei Santi Ilario e Taziano il nuovo titolare dell’Arcidiocesi, Giampaolo Dianin, scelto dal Papa per sostituire monsignor Redaelli che ha voluto in Vaticano per affidargli un incarico di responsabilità.

Una volta arrivato il corteo di barche pavesate a festa e che precedevano e seguivsno la “Regina del Mare”, a Barbana l’arcivescovo emerito ha celebrato la Messa solenne rivolgendo un affettuoso saluto alla comunità di Grado, al termine dell’omelia incentrata sul significato della festa che rinnovava quel voto con cui la popolazione isolana volle ringraziare la Madonna venerata nell’isoletta in mezzo alla laguna per essere stata risparmiata dalla terribile ondata di peste che aveva contagiato il borgo di pescatori. Era presente anche il sindaco di Grado Giuseppe Corbatto con il collega di Aquileia Emanuele Zorino e il vicesindaco di Trieste Serena Tonel. Ma c’erano anche l’europarlamentare Anna Maria Cisint e il consigliere regionale Diego Bernardis.
Monsignor Redaelli aveva accanto l’arciprete Paolo Nutarelli – assieme ad altri concelebranti -, il quale aveva guidato la processione che aveva portato in forma solenne la Madonna degli Angeli dalla Basilica di Sant’Eufemia al porto, al termine della Messa celebrata da don Gianni Medeot, il cappellano militare che non manca mai di ritornare nella sua amatissima Grado a ogni importante ricorrenza. Ricevuto l’omaggio dei marinai dinanzi al monumento dedicato ai loro Caduti, la statua della Vergine Maria ha raggiunto la barca ammiraglia adornata di centinaia di bandierine multicolori, da ghirlande di lauro e dalle classiche ortensie bianche. Quindi, dopo il ricordato, tradizionale incitamento a partire da parte del rappresentante dei Portatori della Madonna di Barbana, il festoso corteo si è mosso dalle banchine del mandracchio tra le note della Banda cittadina diretta dal maestro Nevio Lestuzzi che la sera precedente, in occasione del Sabo Grando, aveva offerto un applauditissimo concerto sul sagrato di Sant’Eufemia. Quindi, risalito il canale, prima di attraversare il ponte girevole – la cui chiusura aveva provocato una lunghissima coda soprattutto di vetture in arrivo da Aquileia – il corteo di barche ha reso omaggio, come è tradizione, alla Madonnina del Mare posta sulla bricola in località Pampagnola.
Al termine del rito a Barbana, le barche con la loro ammiraglia si sono rimesse in moto per ritornare a Grado – tutto bene, nonostante l’eccezionale bassa marea – dove ad attendere la Madonna degli Angeli erano giunti anche altri sacerdoti del Decanato della Bassa per accompagnare solennemente la statua di nuovo in Basilica, dove verso l’una del pomeriggio è stato cantato dalla corale diretta dal maestro Anello Boemo il Te Deum di Ringraziamento nella tipica melodia patriarchina. Impartita la benedizione eucaristica, monsignor Nutarelli ha concluso il lunghissimo rito della giornata del “Perdòn” – era cominciato alle 8 del mattino! – ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile la magnifica cerimonia che ogni anno richiama migliaia di persone, dando appuntamento al prossimo anno quando a guidare il pellegrinaggio, facile prevederlo, sarà il nuovo arcivescovo di Gorizia, monsignor Dianin, che domenica prossima, festa dei Santi Ermagora e Fortunato Patroni di Grado, riceverà il primo benvenuto della Diocesi isontina nella vicinissima Chiesa Madre di Aquileia.

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In copertina e qui sopra, l’arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli con monsignor Paolo Nutarelli sulla Regina del Mare; all’interno, la Madonna degli Angeli mentre lascia la Basilica di Sant’Eufemia.

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