(g.l.) E cinque! E con un nuovo successo per la Festa di Avvenire che a Grado è ormai diventata «un appuntamento istituzionale dell’estate», come ha osservato il sindaco Giuseppe Corbatto, aggiungendo: «Un’occasione nella quale la città si ritrova attorno ad un dialogo che intreccia cultura e fede, due dimensioni che da sempre appartengono alla storia e all’identità di Grado». E, allora, avanti: la piazza di Grado è irrinunciabile. L’ha confermato, dopo l’ottima riuscita della serata con Davide Rondoni sull’attualità del messaggio di San Francesco d’Assisi a 800 anni dalla morte, anche il direttore del quotidiano della Conferenza episcopale italiana, Marco Girardo, in un messaggio a monsignor Paolo Nutarelli: «Continuiamo a camminare insieme, perché luoghi così non si improvvisano: si costruiscono con pazienza, fiducia e amicizia». Il parroco ha, infatti, scritto una lettera aperta ad “Avvenire” «per aver scelto, anche quest’anno, di “sbarcare” a Grado. Una presenza mai scontata, che negli anni è diventata un appuntamento atteso e significativo per la nostra Comunità». «Credo – ha infatti aggiunto don Paolo – che investire in cultura sia una scelta: significa creare occasioni di incontro, di dialogo e di riflessione, dove Fede, arte e pensiero possano aiutare a leggere il tempo che viviamo. Vorrei che Grado possa essere anche questo: un luogo dove le idee si incontrano, dove le parole diventano occasione di crescita e dove la bellezza apre il cuore alla speranza».

«Perché, allora, investire su queste serate? Non per riempire un calendario, ma per offrire occasioni che fanno crescere le persone e, insieme, tutta la Comunità», ha concluso l’arciprete nella lettera al giornale dei vescovi. Parole sulle quali concorda pienamente Girardo: «La piazza di venerdì sera, splendida non solo per ragioni estetiche, , una piazza così attenta e partecipe è stata davvero il segno che certe proposte non riempiono semplicemnte un calendairo, ma intercettano un desiderio più profondo: il bisogno di incontrarsi, di ascoltare, di pensare insieme». «Per questo Grado è diventata, negli anni – ha aggiunto -, una tappa preziosa per “Avvenire”. Perché un giornale non vive solo nelle pagine, sulla carta o nel digitale. Vive quando diveta relazione, quando esce da sè e incontra i volti, le domande, la comunità». Insomma, «un quotidiano come piazza e ponte – ha concluso il direttore -. Piazza, perché luogo aperto dove le persone possano riconoscersi e confrontarsi. Ponte, perché chiamato a unire linguaggi, mondi, generazioni, sensibilità diverse».
Nel partecipatissimo incontro di venerdì sera, al cospetto della storica Basilica, prima del sindaco Corbatto e del direttore Girardo, era intervenuto anche Mauro Ungaro, responsabile di Voce Isontina, il settimanale dell’Arcidiocesi di Gorizia, che ha espresso un sentito ringraziamento alla Parrocchia di Sant’Eufemia e a don Paolo, riconoscendo «la caparbietà con cui negli anni è stata voluta e fatta crescere questa iniziativa», divenuta oggi un punto di riferimento dell’estate culturale e spirituale gradese, frutto di una proficua sinergia che vede insieme anche Comune di Grado, Consorzio Grado Turismo e PromoTurismo Fvg.
Ospite della serata, come detto, è stato il poeta e scrittore Davide Rondoni, intervistato dalla giornalista di “Avvenire” Angela Calvini, in un dialogo intenso dedicato a San Francesco, nell’anno che ricorda gli ottocento anni della sua morte. «Più che una conferenza – commenta monsignor Nutarelli -, è stato un viaggio dentro l’uomo Francesco e, attraverso di lui, dentro il cuore dell’uomo di oggi». Rondoni ha offerto, infatti, immagini e parole che rimangono impresse. Ha ricordato come «la “perfetta letizia” non significhi ingenuità o assenza di dolore, ma fertilità: anche le ferite possono diventare terreno fecondo, se sappiamo usare il “concime giusto”. La vita non elimina il dolore, ma può trasformarlo». E ha puntualizzato: «Francesco è estremo, non estremista. Vive il Vangelo fino in fondo, senza trasformarlo in ideologia. La radicalità dell’amore non genera chiusura, ma libertà». «Una serata di cultura, fede e umanità – è la conclusione del parroco di Grado -, nella quale la parola poetica si è intrecciata con il Vangelo, ricordando che San Francesco continua ancora oggi ad indicare una strada capace di parlare al cuore dell’uomo contemporaneo». Arrivederci, insomma, alla sesta edizione, con altre proposte in grado di toccare la sensibilità e il cuore!
—^—
In copertina, il poeta Davide Rondoni in dialogo con la giornalista di “Avvenire” Angela Calvini; all’interno, un’altra immagine della serata che richiamato un foltissimo pubblico sul sagrato della Basilica di Grado.
