Ilario Bagnariol è stato abbracciato da Efasce – Pordenonesi nel Mondo e dai suoi familiari e amici della comunità di Fiume Vento durante la presentazione della sua biografia raccolta nel nuovo libro della collana di Efasce stessa “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli. Come è noto, Bagnariol è uno dei sopravvissuti del disastro della diga di Mattmark, avvenuto in Svizzera il 30 agosto del 1965. Quel giorno il distacco di un fronte del ghiacciaio Allalin colpì il sottostante cantiere dell’invaso che si stava costruendo in materiali naturali come roccia e terra. Nella valanga perirono 88 lavoratori tra cui 56 italiani.
Un dolorosissimo evento – la più grande tragedia in Europa dell’emigrazione italiana assieme a quella di Marcinelle in Belgio – che Bagnariol visse all’eta di 23 anni, giovane operatore di bulldozer emigrato da Fiume Veneto per lavorare in alcuni dei più grandi cantieri del secondo Dopoguerra tra Lussemburgo e Svizzera. Nel Paese d’Oltralpe alla fine si è sposato con Margrit Lauper e ha dato vita a una famiglia italo-elvetica ancora profondamente legata alla provincia di Pordenone.





Nei saluti iniziali dell’incontro avvenuto nell’aula magna della Casa dello Studente il presidente di Efasce Angioletto Tubaro ha ricordato come «sia importante mettere per iscritto, grazie alla collana Testimoni, le memorie dei nostri corregionali che tanto si sono impegnati, anche soffrendo, nel mondo, affinché non vadano perse», mentre il sindaco di Fiume Veneto, Jessica Canton, ha ricordato i momenti vissuti assieme a Bagnariol lo scorso agosto al sessantesimo anniversario della tragedia in Svizzera. È stato letto il messaggio del senatore Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, nel quale si sottolinea che Bagnariol «va ringraziato insieme a tutte le persone che si impegnano per mantenere vivo il ricordo di quelle 88 persone che 60 anni fa nulla hanno potuto».
Poi lo stesso Ilario Bagnariol, che è arrivato appositamente dalla Svizzera, ha raccontato suoi ricordi di vita e la tragedia di Mattmark, fornendo anche degli ulteriori particolari sui strazianti momenti di recupero delle salme. Con lui anche il professor Javier Grossutti, che nel libro ha curato un approfondimento sull’emigrazione friulana in Svizzera, e la professoressa Luisa Forte, vicepresidente Efasce e direttore editoriale della collana Testimoni che ha curato il volume e la sua sezione fotografica. Ha moderato l’incontro il giornalista Davide Francescutti, che ha anch’egli preso parte alla stesura dell’opera. Il libro ospita anche lo scritto del consigliere Efasce Didier Regini che ha accompagnato Bagnariol nell’agosto 2025 alla cerimonia del sessantesimo anniversario a Mattmark, alla quale aveva partecipato anche il ministro Ciriani in rappresentanza della Repubblica Italiana. Grafica a cura di Giovanna Lunazzi e stampa della Tipografia Menini.
Nell’evento ci sono stati anche i momenti musicali a cura del Duo AccorDòs, con canti della tradizione friulana e degli emigranti, e letture sceniche del libro di Michela Passatempo. La serata rientra nella serie di tre presentazioni primaverili della collana Testimoni. A fine febbraio al Polo Tecnologico di Pordenone si era tenuta quella dedicata al libro sulla vita di “Vittorio Infanti – Un uomo, cento storie”. Il 12 aprile al Museo dell’Emigrazione “Diogene Penzi” di Cavasso Nuovo, alle 18.30, ci sarà invece il concerto del Duo AccorDòs con lettura scenica di Michela Passatempo e Giovanni Vettorello di passi scelti dei libri della collana.
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In copertina, Ilario Bagnariol durante la sua rievocazione della tragedia; all’interno, l’emigrato di Fiume Veneto con il direttivo di Pordenonesi nel mondo, gli interventi del sindaco Jessica Canton, del presidente Efasce Angioletto Tubaro e di Michela Passatempo. Infine, il folto pubblico.
