di Giuseppe Longo
Forgaria nel Friuli è un bellissimo e ospitale Comune della nostra pedemontana, diventato soprattutto in questi ultimi anni una vera e propria celebrità grazie alla vicina oasi naturalistica del Lago di Cornino con la Riserva regionale divenuta famosa per il suo Progetto Grifone, ma non solo. Ma se oggi Forgaria la vediamo così, è perché la ricostruzione post-sismica le ha restituito un “volto”, anche se purtroppo molto in quel 6 maggio 1976, e poi a settembre, andò perduto irrimediabilmente. A cominciare dai tantissimi affetti la cui perdita ha addolorato la comunità. Forgaria ha contato, infatti, ben 75 morti sotto le macerie delle case, registrando così un tristissimo primato nel “cratere” dei paesi disastrati: il più alto numero di vittime in rapporto alla consistenza della popolazione.

E il sacrificio di questi concittadini, assieme al ricordo di quello che era il paese di una volta, ma anche la gioia di una ricostruzione che in pochi anni ha fatto rinascere queste contrade “di là da l’aghe” – Forgaria è, infatti, sulla riva destra del Tagliamento, ma ancora in provincia di Udine -, faranno da filo conduttore alla serata in programma proprio oggi, 28 marzo. Queste contrade si ritrovano, infatti, per riflettere sul loro passato, ricordare chi non c’è più – perché appunto scomparsi sotto le potenti scosse o venuti a mancare negli anni successivi, a cominciare da quelli della ripresa – e guardare a un futuro che tutti auspicano luminoso anche se i tempi di oggi non sono granché incoraggianti. E lo farà assieme a Dino Persello, un amico di sempre, che alle 20.45, nella sala teatrale Monsignor Murero (con ingresso libero) presenterà lo spettacolo dal titolo “La speranza nelle radici – 1976-2026”, una serata ritagliata appositamente per celebrare il cinquantesimo anniversario del terremoto. Si tratta di un racconto emozionale teatral-musicale, da un’idea di e con lo stesso attore sandanielese. Con l’accompagnamento delle fisarmoniche e dei violini di Casa Petris.
Veramente toccanti le parole con cui Daniela Buttazzoni Chitussi oggi ricorda quei dolorosissimi momenti vissuti appena abbattutasi la tragedia. L’allora impiegata municipale aveva il triste compito di annotare i nomi delle vittime una volta avvenuto il loro riconoscimento. «Piena di angoscia, tremando, trascrivevo – rievoca ancora oggi con intensa commozione – i loro nomi su fogli di carta bianca. Mentre scrivevo e guardavo quei corpi pieni di polvere, resi irriconoscibili dalle macerie che li avevano martoriati, sentivo le lacrime scendere sul mio viso lentamente, le sentivo bagnare quei fogli macchiando gli scritti e rimanendo indelebili come un ultimo saluto». E aggiunge: «Attimi che durarono due giorni, ma che persistono tutt’oggi».

E durante la serata con Dino Persello emergerà anche la testimonianza del concittadino Enio Agnola che ha maturato anche una importante esperienza politica a livello regionale. «Ho avuto il privilegio – esordisce il forgarese doc, che ho conosciuto e apprezzato molti anni fa, proprio durante la ricostruzione, quando ero cronista al Messaggero Veneto e lui collaborava – di aver vissuto ed accompagnato la tragedia del terremoto e la rinascita del nostro paese, partendo dall’età di 16 anni fino all’età matura, vivendo e condividendo tutte le trasformazioni che ne hanno segnato profondamente l’esistenza». E, dopo una lunga, importante e puntuale rievocazione, conclude: «A distanza di 50 anni, davanti agli occhi della memoria, scorrono una moltitudine di volti e di situazioni, la malinconia per quanti non ci sono più è ben compensata dalla consapevolezza di aver portato a termine una grande sfida nel migliore dei modi». Aggiungendo, infine, una nota di speranza dopo aver “fotografato” il presente: «Oggi, diverse case ricostruite dopo il sisma e rimaste vuote, sono fortunatamente acquistate da famiglie che scelgono di venire a vivere nel nostro paese; auguriamo loro di “sentire” entrando in quelle case quei valori, quella energia che ha portato chi li ha preceduti a costruire quelle case, partendo dalle macerie e dai lutti di 50 anni fa, li aiuterà a sentirsi ancor di più protagonisti della Forgaria del domani».
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In copertina, una bella panoramica di Forgaria nel Friuli in riva al Tagliamento; all’interno, Dino Persello ed Enio Agnola all’epoca del Consiglio regionale.
