Il Comune di Sesto al Reghena prosegue la rassegna di incontri con l’autore “Friuli 1976: io mi ricordo”, nata per commemorare i 50 anni dal sisma. Dopo gli eventi con Esther Kinsky e Walter Tomada, è seguito quello dedicato al lavoro dell’artista Paolo Cossi “1976 Il terremoto del Friuli” (Viva Comix). Così, sabato scorso, in dialogo con Paola Bristot, Cossi ha inaugurato la mostra delle tavole originali del fumetto che sarà visitabile fino al 14 giugno nel Salone Abbaziale (ogni venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18). La mostra espone le tavole originali tratte dal libro, assieme a delle stampe evocative dei momenti iconici e delle testimonianze raccolte dall’autore relative al terremoto del 1976. Un’occasione per esplorare la forza espressiva della tecnica e del tratto di questo artista e la carica emotiva delle immagini di quella fatidica notte, indelebili nella memoria collettiva friulana. Organizzazione del Comune di Sesto al Reghena in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia giulia, Viva Comix e Società Filologica Friulana. A cura di mHouse-Lab Aps con la consulenza della professoressa Paola Bristot. Progetto di allestimento Alessandro De Ioannon e Giulia Sgrò.
«La rassegna – sottolineano il sindaco Zaida Franceschetti e l’assessore alla cultura Elisa Coassin – sta permettendo di commemorare il dolore per il sisma e l’orgoglio per la successiva ricostruzione, unendo così sia chi ha vissuto quei tragici momenti sia chi, per età o per provenienza, non era presente all’epoca. Questo viaggio che si è fatto racconto, rafforzando la memoria collettiva del sisma, prosegue con la straordinaria opera di Paolo Cossi, che tramite il linguaggio diretto ma allo stesso tempo profondo del fumetto, permette davvero a tutti di capire cosa è stato il terremoto del 1976 e quanto abbia segnato la nostra terra. Ospitare la mostra che segue di poche settimane la riedizione a colori della graphic novel ci riempie di orgoglio e speriamo che possa essere apprezzata dalla cittadinanza e dai tanti visitatori del nostro borgo».
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Ottimismo per Friulpress

A Trieste si è riunito il tavolo sulla Friulpress, azienda di 170 dipendenti con sede a Sesto al Reghena della quale la nuova proprietà ha presentato alle parti le azioni che intende intraprendere nella sua attività industriale. Ha partecipato ai lavori, convocati dalla Regione Fvg, anche il sindaco. «Un confronto che ha permesso – ha sottolineato Zaida Franceschetti – di guardare con un po’ più di fiducia al futuro. Infatti, la nuova proprietà, durante l’incontro, ha escluso una riduzione del personale e ha spiegato come intende diversificare la produzione attraverso il suo nuovo piano industriale. C’è, quindi, una visione di prospettiva che fa ben sperare. Fin dall’inizio della situazione d’incertezza, legata al passaggio di proprietà, come Amministrazione comunale abbiamo espresso la nostra vicinanza ai lavoratori, molti dei quali risiedono nel nostro Comune, continuando poi a interessarci della vicenda. Ora questi sviluppi permettono di essere un po’ più sereni. Grazie ancora una volta alla Regione che attraverso gli assessori Bini e Rosolen ha voluto avere chiarezza sul futuro di un’azienda così fondamentale per il tessuto socioeconomico del nostro territorio».
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L’autore – Seguendo la narrazione del libro, la mostra comincia con una serie di tavole originali inedite raffiguranti una passeggiata dove un nonno racconta al nipote la leggenda dell’Orcolat; un’introduzione che ci guida nei contenuti successivi con delicatezza e raccoglimento mentre l’ombra dell’orco – proiettata sulla parete opposta a queste prime tavole – diventa il sottofondo immaginario per immergersi nel racconto di un evento storico molto reale. Ad introdurre il corpo principale dell’esposizione, troviamo i testi della professoressa Paola Bristot, e le parole evocative della bellissima prefazione dello scrittore Angelo Floramo. Lo spettatore si trova così preparato all’incontro con le stupende tavole originali dell’autore Paolo Cossi. Tavole che vengono presentate in tre momenti – come del resto lo sono stati gli eventi stessi – Il Prima del Terremoto, La Scossa, Il Dopo del Terremoto: questa successione intervalla i disegni originali del libro, con delle stampe che riguardano le immagini più “iconiche” tratte dall’opera, aprendo lo spazio alle testimonianze raccolte dall’autore stesso, in un’area dedicata nella quale i visitatori stessi potranno scrivere e lasciare anche il loro ricordo, creando così un’installazione collettiva. Una mostra immersiva e coinvolgente dove l’arte si fonde alla memoria.
La mostra – Paolo Cossi filtra nel romanzo grafico quello che ha sentito raccontare del terremoto del Friuli del 1976, le notizie che ha raccolto dai giornali, dalle registrazioni radiofoniche e televisive dell’epoca che lo hanno documentato. L’esperienza di chi lo ha vissuto resta indelebile e fa parte di una storia che si tramanda nel tempo e che rivive nel racconto a fumetti attraverso alcune immagini divenute iconiche, come la torre dell’orologio con le lancette ferme al momento della scossa del 6 maggio a sancire un fermo immagine che è scolpito nella memoria collettiva. Un tempo fermo, come quello che si è esperito dopo la scossa, una cesura tra un prima e un dopo. Un dopo che ha contrassegnato una trasformazione che ha cambiato il volto del Friuli, grazie a una ricostruzione che ha difeso la cultura, la storia, l’economia del territorio e ha aperto le porte a un nuovo sviluppo. Paolo Cossi usa una tecnica articolata per ricostruire attraverso le tavole a fumetti questo momento fatidico, lo fa usando tecniche diverse, il segno pittorico, il collage materico, il disegno favolistico. Aldilà dei fatti realmente accaduti ci consegna una storia autoriale che ha a che fare sì con la realtà, ma anche con quello che è diventato il suo mito.

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In copertina, l’artista Paolo Cossi con la professoressa Paola Bristot.
