di Giuseppe Longo
GRADO – Biagio Marin è ricordato come “il cantore” di Grado. Ma non tutti sanno che, negli anni Venti del secolo scorso, era alla guida dell’allora Azienda di Cura e Soggiorno. E fu proprio a quell’epoca che risale la realizzazione del Parco delle Rose, il “polmone verde” per eccellenza dell’Isola del sole, molto amato dai turisti per le loro passeggiate dall’ingresso della spiaggia “Imperiale” al complesso termale, ma anche dai residenti e soprattutto da ragazzi e bambini, grazie anche ai giochi che vi sono collocati. E sono stati, infatti, proprio i piccoli alunni della scuola d’infanzia parrocchiale – più che le autorità intervenute – ad “inaugurare” venerdì mattina i lavori di riqualificazione dell’area che si sono protratti per quasi un anno e che hanno comportato una spesa che rasenta i 900 mila euro.


«Ho apprezzato che il recupero di un’area storicamente importante, ma degradata, sia stato realizzato mediante l’utilizzo di entrate derivanti dalla tassa di soggiorno, già accantonate a partire dalla Giunta guidata dal sindaco Raugna e dal suo vice Polo. Si tratta di un esempio concreto di come tali risorse possano generare benefici diffusi per l’intera comunità, anche per chi non è direttamente coinvolto dalle attività turistiche», ha osservato il consigliere regionale Furio Honsell, intervenuto alla festa inaugurale. «Un modello di turismo sostenibile – ha aggiunto l’esponente dell’Assemblea legislativa Fvg -: il Parco, grazie alle attrezzature installate, è oggi non solo uno spazio riqualificato e accogliente, ma anche un luogo di promozione della salute». E ha concluso: «Il monumento al grande poeta Biagio Marin guarda con soddisfazione a quest’opera».



La breve cerimonia – alla quale hanno partecipato anche il presidente della Grado Impianti Turistici, Roberto Marin, amministratori comunali e altre autorità e ospiti – è stata conclusa dalla benedizione impartita dall’arciprete della Basilica di Sant’Eufemia, monsignor Paolo Nutarelli, e dal taglio del nastro da parte del sindaco Giuseppe Corbatto, proprio assieme al “nugolo” di bambini arrivati dall’asilo del centro storico assieme alle loro maestre: a ognuno un pezzetto della striscia tricolore a ricordo di una giornata così importante. Molto soddisfatto il primo cittadino per l’esito di questi importanti lavori di abbellimento del Parco, dove sono state messe a dimora oltre un centinaio di varietà di rose e di altri fiori che restituiscono appunto a questo prezioso “polmone verde” quel volto botanico che era stato pensato un secolo fa proprio da Biagio Marin a corredo di quella spiaggia dorata e di quelle Terme marine, oggetto ultimamente di una ciclopica opera di potenziamento e rilancio da parte della Regione Fvg (il governatore Massimiliano Fedriga ne aveva fatto cenno, il primo maggio, all’inaugurazione ufficiale della nuova Stagione turistica), dovute a quell’intuito geniale che ci riporta all’epoca asburgica – oggi ancora testimoniata dalle vicine Ville Bianchi – e che intravvide per Grado una grande prospettiva come stazione di cura e soggiorno. E che la nascita del Parco delle Rose – quando ormai anche l’Isola faceva parte del Regno d’Italia – ha arricchito, grazie, in questo caso, proprio all’intuito di “Biaseto” la “vose di Gravo”. E oggi la sua statua marmorea, grazie a questi lavori di riqualificazione dell’area verde, beneficia di nuova luce. Quella che era dovuta a un grande figlio di Grado!


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In copertina, il sindaco Giuseppe Corbatto mentre si china per tagliare il nastro assieme ai bambini; all’interno, altre immagini della festa inaugurale, alla quale hanno partecipato anche il consigliere regionale Furio Honsell e l’arciprete Paolo Nutarelli che ha impartito la benedizione.
