Le chiesette del Friuli prima del terremoto, censite negli anni ’60 con straordinario rigore documentaristico attraverso fotografie e disegni da un grande rappresentante della valorizzazione e difesa della cultura e identità friulana. Ora quelle immagini diventano una mostra che è preziosa, nel contesto delle commemorazioni per il 50° dal sisma, per conoscere e capire il Friuli di allora. Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di don Giuseppe Marchetti (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.
Venerdì 8 maggio (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17, nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica, di Via Manin 18 a Udine, si terrà infatti l’incontro “La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.

Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico. L’opera, raccolta nel volume postumo curato da Gian Carlo Menis “Le chiesette votive del Friuli”, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972). Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “Lis gleseutis di pre Josef Marchet” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro. Alla base dell’esposizione – curata da Raffaella Canci e Stefano Perulli – il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica, è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione. Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il Craf. Concluderà la giornata, alle 19, una Messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da monsignor Luciano Nobile.

Don Giuseppe Marchetti


Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi. Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata. Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio. La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista “Sot la Nape”, suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore. Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.

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In copertina e all’interno due delle chiesette friulane protagoniste della mostra.

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