La sede di Gemona dell’Università di Udine, che ospita i corsi di laurea in scienze motorie, ha ospitato la presentazione della 33ma edizione della “Corsa per Haiti”, in calendario domenica 17 maggio. Con una numerosa e attenta rappresentanza di studenti, erano presenti il campione del mondo 2008 Alessandro Ballan, il project manager del Giro d’Italia in regione Paolo Urbani, Andrea Cainero, sindaci e amministratori dei territori interessati al passaggio della corsa, per la quale in coincidenza con il 50° del terremoto è stata scelta come base di partenza e arrivo proprio Gemona del Friuli. Due i percorsi proposti: una Granfondo da 123 chilometri e oltre 2.300 metri di dislivello e una Mediofondo da un centinaio di chilometri, con 1450 metri di dislivello. In programma anche  una Cicloturistica di più di 65 chilometri, su un percorso che ricalca, per ampi tratti, quello che affronteranno due settimane dopo i protagonisti del Giro d’Italia nella tappa Gemona-Piancavallo.

Hanno fatto gli onori di casa il vicesindaco di Gemona Loris Cargnelutti ed il professor Stefano Lazzer, docente e delegato del rettore per i corsi di laurea in scienze motorie, che ha sottolineato la cultura sportiva che anima la cittadina pedemontana. La Corsa per Haiti è legata a doppio filo alla solidarietà verso la martoriata isola caraibica e verso le missioni in Perù: l’impegno degli organizzatori, attraverso la Odv Pane Condiviso, è volto a destinare il ricavato dalle Corse e dagli eventi dell’associazione alle sfortunate popolazioni al di là dell’oceano Atlantico. Con la solidarietà, un impegno costante per la valorizzazione del territorio regionale e per lo sport per tutti: sono i valori che Sante Chiarcosso, presidente dell’Asd Chiarcosso Help Haiti, ha messo in evidenza, ringraziando tutti gli amministratori e i tanti volontari che supportano l’organizzazione. Nel corso delle precedenti 32 edizioni, le risorse raccolte e destinate ad Haiti sono state ingenti: l’obiettivo è quello di proseguire e continuare nell’impegno e l’attenzione verso chi, ad Haiti e non solo, sta vivendo una situazione drammatica.
Alessandro Ballan, l’ultimo ciclista italiano capace di vincere un campionato del mondo, ha raccontato come la sua brillante carriera da professionista gli abbia permesso di incontrare tante persone speciali. Vincendo corse importanti, su tutte ovviamente il Campionato del mondo di Varese 2008. Mantenendo quella passione e quella dedizione alla bicicletta che ogni singolo ciclo- amatore porta avanti e che dimostra proprio in occasione di manifestazioni come la Corsa per Haiti. Lo stesso Ballan ha ribadito la bellezza dei territori dell’Alto Friuli, della Pedemontana, dei paesaggi toccati dai percorsi della Granfondo organizzata dalla Chiarcosso Help Haiti: “Sarebbe stato un buon percorso per un corridore con le mie caratteristiche”, ha chiosato.
Il vicecomandante dei Vigili del Fuoco di Udine, Andrea D’Odorico, emozionandosi al pensiero dei tanti colleghi, quasi mille uomini, protagonisti dei primi aiuti ai friulani sotto le macerie del 1976, ha ricordato che il 17 maggio sarà assegnato anche il titolo italiano di specialità, con circa 250 vigili/atleti attesi alla partenza. Alessandro Ghisleri, della Libertas Ceresetto, ha menzionato la corsa dei Giovanissimi per Haiti, che si svolgerà sabato 16 maggio, nella zona del polisportivo gemonese, con circa un centinaio di future promesse del ciclismo friulano, miniciclisti, dai 7 ai 13 anni d’età, che si sfideranno su circuiti e gimcane allestiti per loro.
Un ulteriore, significativo momento della presentazione della 33ma Corsa per Haiti è arrivato quando ha preso la parola Ivana Mary Agosto, presidente della Odv Pane Condiviso. Con tanto di immagini, giunte direttamente dalle strutture di accoglienza e delle case delle suore missionarie ad Haiti e in Perù, ha illustrato le pericolose condizioni nelle quali versano soprattutto i più piccoli, martoriati da fame, carestie e guerre civili che stanno rovinando i loro Paesi. Un pasto, l’istruzione, l’accoglienza in un posto sicuro come le strutture del Progetto Kay, attivato proprio grazie alle iniziative di Help Haiti, sono elementi fondamentali per consentire un futuro agli sfortunati bambini e giovani dei territori d’oltreoceano che ricevono il supporto costante di Pane Condiviso.

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In copertina e all’interno alcune immagini della presentazione dell’iniziativa.

(Foto Petrussi)

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